Carte revolving: tutto quello che dovete sapere per stare tranquilli

Sulle carte revolving si è detto di tutto e di più, alimentando l’aura negativa degli acquisti effettuati con la carta e la restituzione rateale degli importi spesi. Sicuramente i lati oscuri di questo tipo di credito non mancano, ma con un uso oculato e consapevole di questi strumenti bancari, la carta revolving può rivelarsi un valido alleato nella gestione del bilancio familiare o dell’azienda. Ecco allora tutto quello che dovete sapere per non incappare in spiacevoli (e costosi) inconvenienti.

Le spese extra delle carte revolving
Da un’indagine recentemente condotta da Il Salvagente (canale informativo dei consumatori), i punti deboli delle carte revolving si sono rilevati le polizze assicurative, le commissioni per operazioni on line, i servizi accessori a pagamento e le penali in caso di insolvenza. Si tratta di voci che si sommano ai tassi di interesse dichiarati dal piano della carta ed incapparvi può essere molto semplice se non si conosce a fondo il funzionamento del prodotto finanziario che abbiamo in tasca. Secondo Il Salvagente, infatti, le revolving rappresentano la forma di credito più costosa presente oggi in Italia, con tassi sui prestiti fino a 5mila euro che sfiorano il 26% e Taeg medio del 17,39%, con punte che arrivano a oltrepassare il 23% annuo.

La restituzione delle rate
Uno degli aspetti più attraenti delle carte revolving è quello della restituzione del debito con mini rate mensili, che prolungano così nel tempo il saldo dell’importo prelevato. Naturalmente questo “ritardo” ha un costo, che si fa più elevato quanto più il periodo di restituzione è lungo. E’ quindi meglio scegliere delle rate un po’ più alte, ma meno protratte nel tempo.

Tagliare le spese burocratiche
Nel calcolo del Taeg molte voci non vengono comprese. E’ il caso del bollo, le spese di invio della documentazione, le coperture assicurative, le commissioni o le spese per le penali e gli interessi di mora.
Tutte spese di cui vale la pena conoscere prima modalità di subentro ed entità: chi le conosce le evita.

L’incertezza
E’ ben si da subito sapere che con una carta revolving è quasi impossibile stabilire a priori quanto si pagherà a fine anno. Tra le voci di maggior incertezza vi sono i casi di insolvenza, l’assicurazione ed i servizi aggiuntivi. Attenzione dunque per tutti coloro che pensano di dover gestire un piano di ammortamento delle spese preordinato: l’ammontare effettivo delle spese varia con l’uso e il tempo.

Il salto della rata
Molti sono attratti dalle carte revolving anche e soprattutto dalla possibilità del salto della rata. Meglio non farsi prendere la mano e usare il minimo indispensabile questa opzione: il Salvagente ha calcolato che nell’ipotesi in cui si saltino tre rate, il tasso omnicomprensivo sale al 32% a causa delle penali per il ritardato pagamento, gli interessi di mora e l’assicurazione (che in taluni casi fa salire ulteriormente il costo al 35%).

Cosa non fare con una carta revolving
Un’altra cosa da non fare con le carte revolving è un utilizzo per piccole spese quotidiane: per importi inferiori a 50 euro, infatti, si rischia di pagare una rateizzazione penalizzante che raggiunge costi fino al 30%. Lo stesso vale per il rifornimento di carburante (con 0,77 euro di commissione) o il pagamento di bollettini postali on-line (con 2 euro di addebito per operazione). Insomma, non lasciatevi prendere la mano, leggete tutte le condizioni e usatela con criterio, quando veramente vi serve un credito.

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