I finanziamenti che non rientrano nel credito al consumo

Proprio così: ci sono dei finanziamenti che non rientrano nel macrocosmo del credito al consumo. La normativa è chiara a riguardo ed è importante conoscere quali sono i prestiti che rientrano nella normativa e quelli che sono regolati da altre. Cominciamo con l’informazione più semplice: del credito al consumo non fanno parte i finanziamenti -di importo inferiore ai 200 euro o superiore ai 75.000 euro;

NOn rientrano nemmeno nel credito al consumo i contratti di somministrazione disciplinati dal codice civile art.1559 e seguenti, ovvero prestazioni periodiche o continuative, come i contratti di fornitura di servizi -gas, energia elettrica, etc.- o di uso di beni. Stessa sorte per i contratti di appalto disciplinati dal codice civile art.1677 e per i finanziamenti rimborsabili in un’unica soluzione entro tre mesi dall’utilizzo delle somme, con il solo eventuale addebito di oneri diversi dagli interessi (commissioni, spese, etc.) di importo non significativo.

Della famiglia del credito al consumo NON fanno parte quei finanziamenti che sono privi di aggiunta di interessi o altri oneri, con eccezione del rimborso delle spese vive sostenute e documentate.

Nemmeno i mutui ne fanno parte, compresi i mutui ipotecari e i mutui immobiliari. Dal credito al consumo sono fuori anche i finanziamenti aventi per oggetto strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi di investimento, titoli, etc.), concessi da banche o imprese di investimento, con partecipazione del finanziatore all’operazione;

* i finanziamenti concessi in base ad accordi raggiunti davanti all’autorita’ giudiziaria o altra autorità

* dilazioni di pagamento di debiti preesistenti concesse gratuitamente dal finanziatore;

* i contratti di locazione, a condizione che in essi sia prevista l’espressa clausola che in nessun momento la proprietà della cosa locata possa trasferirsi -con o senza corrispettivo- al locatario.

*i contratti di “microcredito” (finanziamenti a persone fisiche o societa’ per avvio od esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, di ammontare fino a 25.000 senza garanzie reali) o altre forme di credito riservate ad un pubblico ristretto per finalita’ di interesse generale, che

NON prevedano pagamento di interessi o prevedano tassi inferiori a quelli prevalenti di mercato

* i contratti di credito sotto forma di sconfinamento del conto corrente (con particolare distinzione di quelli che si protraggono per oltre un mese).

In breve le caratteristiche principali e generali dei finanziamenti che rientrano nella disciplina del credito al consumo sono l’addebito degli interessi -oltre che delle eventuali spese- e la rateizzazione del rimborso.

 

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