Finanziamenti ed estinzione anticipata

La legge permette che un consumatore possa estinguere anticipatamente un prestito o un finanziamento in qualsiasi momento, anche parzialmente. Questo è possibile restituendo il capitale residuo, gli interessi e gli altri oneri maturati fino a quel momento nonché -se prevista dal contratto- una somma a titolo di “indennizzo” per il creditore, calcolata sull’importo rimborsato in anticipo nella misura dell’1% se la durata residua e’ superiore ad un anno, o dello 0,5% se e’ pari od inferiore ad un anno (l’importo dell’indennizzo non può comunque superare quello degli interessi residui).

Il capitale residuo si può dedurre dal contratto o, meglio ancora dal “piano di ammortamento” del prestito, dove è indicato ogni progresso e debito mancante del finanziamento, con quote capitali e quote interessi ben divise. Un’altra strada è sommare  il valore attuale di tutte le rate non ancora scadute alla data dell’adempimento anticipato, calcolata con un’apposita -e non facile- formula e tramite applicazione del tasso di interesse (previsto dal contratto) vigente in quel momento.

Ci sono alcuni casi in cui l’indennizzo non è dovuto: eccoli

– se l’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed e’ pari o inferiore a 10.000 euro;

– se il rimborso anticipato avviene a seguito dell’intervento di un’assicurazione stipulata per garantire il credito;

– se il rimborso anticipato riguarda un contratto di apertura di credito;

– se il rimborso anticipato avviene in un periodo in cui non si applica un tasso di interesse fisso predeterminato dal contratto.

Per ottenere l’estinzione anticipata e’ bene procedere con le modalità previste dal contratto, inviando in tutti i casi una raccomandata a/r per formalizzare la richiesta.

Riferimento normativo: Testo unico bancario (d.lgs.385/93) nuovo art. 125 sexies in vigore dal 19/9/2010 inserito dal d.lgs. 141/2010 e DM 3/2/2011 e Provvedimento Banca Italia del 29/7/2009 modificato dal Provvedimento 9/2/2011, sezione VII punto 9.4. Per quanto riguarda le

cessioni del quinto dello stipendio, si rileva che il d.lgs.141/2010 ha abrogato i vincoli temporali previsti dall’art.38 comma 1 del Dpr 180/1950.

 

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