Prestiti finalizzati: come difendersi se venditore inadempiente

I prestiti finalizzati sono quei finanziamenti destinati a un fine ben preciso: l’acquisto di un bene o un servizio. Di solito vengono stipulati direttamente nel luogo dove di compie l’acquisto, grazie a convenzioni fra struttura commerciale e società finanziarie. Ma può accadere che in certi casi, dopo aver sottoscritto il nostro contratto di finanziamento e cominciato a pagare le rate, il venditore non ci corrisponda quanto abbiamo acquistato. Tutti abbiamo ancora in mente la triste vicenda della truffa di Aiazzone. Migliaia di clienti sottoscrissero finanziamenti con Fiditalia per acquistare mobili che non ricevettero mai (Fiditalia ha poi sospeso il pagamento delle rate).

Comunque, è meglio sempre aver chiaro in mente come difendersi se, dopo aver sottoscritto un prestito finalizzato, il venditore si dimostra inadempiente. In realtà, il meccanismo che sta alla base di questo prodotto finanziario è semplice: l’acquirente-consumatore ottiene velocemente un bene o servizio e il venditore ottiene in un’unica soluzione tutto il prezzo del bene alienato. La banca o società finanziaria anticipa al venditore la somma che le verrà rimborsata dal consumatore a rate e con interessi, tramite appunto il prestito finalizzato.

Cosa accade se il venditore si rivela inadempiente? Che garanzie rimangono al consumatore di fronte alle pretese delle banche/finanziarie che esigono la continuità nel pagamento delle rate? La Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto al consumatore, in caso di insolvenza del venditore, il diritto a sospendere il pagamento delle rate del prestito e pretendere dalla finanziaria la restituzione degli importi già versati, in quanto nel prestito finalizzato rileva il collegamento negoziale tra 2 contratti che si richiamano a vicenda. Difatti è quello che è accaduto nei recenti episodi portati a conoscenza dagli organi di stampa. Associazioni di consumatori e clienti si sono riuniti per far valere le loro ragioni.

Il consumatore, ricorrendo ad  assistenza legale (o rivolgendosi alle associazioni dei consumatori), può insomma fare ricorso al giudice e chiedere l’annullamento del contratto di finanziamento, con liberazione dall’obbligo di proseguire nel  pagamento delle rate e ottenere indietro quanto già pagato. La banca o finanziaria dovrà rivalersi sul venditore inadempiente.

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