Certificato di abitabilità: cos’è e perché serve per il mutuo

certificato di abitabilità

Il certificato di abitabilità è molto importante fra i documenti da presentare per richiedere un mutuo. Inoltre è uno di quei certificati che si devono presentare all’acquirente in caso di compravendita di un immobile. Attraverso questo certificato possiamo dimostrare che l’immobile è abitabile. Inoltre il documento attesta che l’immobile in questione rispetta tutte le condizioni igieniche, energetiche e di sicurezza che sono necessarie. È rilasciato dal Comune e se ne deve presentare richiesta ogni volta che si costruisce un edificio o ogni volta che si eseguono dei lavori di ristrutturazione piuttosto notevoli.

Certificato di agibilità e abitabilità: le differenze

Molti confondono il certificato di agibilità con quello di abitabilità. In realtà si tratta di due documenti differenti, perché l’abitabilità riguarda il rispetto delle normative, dell’igiene e della salubrità, mentre l’agibilità riguarda il poter usare in sicurezza l’immobile, che non presenta pericoli.

In passato per l’edilizia residenziale si utilizzava il certificato di abitabilità, mentre l’agibilità era riservata soltanto agli edifici che prevedevano l’accesso del pubblico. Infatti si doveva richiedere per esempio per gli uffici e per i negozi. Adesso è stata cancellata questa differenza, perché è stata istituita una certificazione unica che si riferisce ad entrambi gli aspetti.

Richiesta certificato di abitabilità: come fare

Il certificato di abitabilità si deve richiedere dopo la conclusione dei lavori. Da questo momento in poi si hanno 15 giorni di tempo. Ci si deve recare allo sportello unico del Comune e presentare una specifica richiesta. Quest’ultima deve essere firmata dalla stessa persona a cui si riferisce l’intestazione dei permessi per l’esecuzione dei lavori.

Per il costo del certificato di abitabilità si deve tenere in considerazione anche la marca da bollo da applicare. Inoltre si devono allegare altri documenti. Vengono richiesti la ricevuta del catasto, la dichiarazione che attesti il rispetto dei contenuti del progetto, la documentazione che si riferisce alla sicurezza dell’impiantistica dell’immobile (certificato che deve essere prodotto dall’impresa che ha fatto i lavori), la documentazione che dimostri il collaudo delle strutture, i documenti che dimostrino l’adozione dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Se non si presenta la richiesta per ottenere il certificato di abitabilità, si può essere soggetti ad una sanzione, il cui costo può variare tra 67 e 444 euro. Dopo la richiesta del certificato, interviene l’Azienda sanitaria locale, che fa un’ispezione dell’edificio e rilascia il proprio parere. Se questo è positivo, dopo 30 giorni, in base alla regola del silenzio assenso per il certificato di abitabilità, si intende essere stata conseguita l’approvazione da parte del Comune.

A volte, per sostituire il parere sanitario, si presenta un’autodichiarazione. In questo caso, per intendere approvato il tutto, bisogna far trascorrere 60 giorni. Teniamo presente però che in queste situazioni l’ente locale può sempre comunque far eseguire una verifica.

 

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