Imposta di registro: quanto incide sulla seconda casa?

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Quando si deve comprare una seconda casa, che sia per le vacanze o per affittarla, è importante ricordarsi che le tasse d’acquisto sono sensibilmente più alte rispetto a quelle per la prima casa. Un dettaglio molto importante da tenere a mente per quantificare esattamente il budget di cui si potrà disporre per l’acquisto dell’immobile.
Le principali voci che incidono sui costi d’acquisto di una seconda casa sono: imposta di registro, imposta ipotecaria e imposta catastale.

Quanto incide l’imposta di registro per la seconda casa

Le agevolazioni sulla prima casa sono detassazioni straordinarie consentite dalla legge, pensate per agevolare l’acquisto della prima casa. Le tasse sulla seconda, sulla terza o quarta casa e così via sono ben diverse e molto più onerose.

Quella che incide in assoluto di più è l’imposta di registro. Questa tassa viene calcolata sul 9% del prezzo del valore dell’immobile, cioè su di un moltiplicatore della rendita catastale e non, quindi, sul prezzo reale d’acquisto. Sia l’imposta ipotecaria, che l’imposta catastale, invece, incidono poco visto che entrambe queste tasse valgono 50 euro.

Come si calcola l’imposta di registro

Per calcolare l’imposta di registro è fondamentale conoscere la rendita catastale. Se il venditore non la conosce, si può scoprire facendo rapidamente una visura catastale. Trattasi di una voce molto importante perché arriva ad incidere sensibilmente sui costi totali ed è quindi la prima cosa da scoprire. Uno stesso immobile se acquistato con i benefici di prima casa o come seconda casa può arrivare a costare anche svariate migliaia di euro in meno o in più.

Queste tasse si pagano al momento della firma della compravendita immobiliare. In poche parole si pagano al momento del rogito dal notaio. Questi balzelli ricadono tutti sull’acquirente e non su chi vende l’immobile. I costi del notaio non variano se il rogito riguarda la prima o la seconda casa.

Ditta costruttrice o privato: come cambia la tassazione in base al venditore

Va fatto un piccolo distinguo se l’acquirente compra la seconda casa da una ditta costruttrice e non da un privato. In questo caso, infatti, la tassazione può essere differente a patto che la vendita avvenga dopo 5 anni la costruzione o il ripristino dell’immobile o se la ditta sceglie di assoggettare l’operazione ad IVA (scelta che va espressa nell’atto di vendita) o se si tratta di vendita di immobili destinati ad alloggi sociali.

In questi casi, si pagherà il 10% di IVA del prezzo totale dell’immobile per le abitazioni classificabili nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9. Per le categorie catastali A/1, A/8 e A/9 si paga l’IVA al 22%. Per la prima casa l’IVA è al 2%.

L’imposta di registro, l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale sono tutte fissate a 200 euro. Se l’acquisto da ditta non rispetta quanto descritto sopra, la tassazione è identica quella di un normale acquisto da privato.

Se non si è in grado di valutare con esattezza i costi delle tasse per l’acquisto della seconda casa è possibile rivolgersi ad un commercialista o la notaio che eseguirà l’atto di compravendita.

 

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