Mutui seconda casa: si possono detrarre gli interessi passivi?

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Quando si sottoscrive un mutuo per l’acquisto di un immobile è possibile usufruire di alcune agevolazioni IRPEF. Una delle più importanti riguarda la detrazione degli interessi passivi versati sul finanziamento che dovranno essere riportati all’interno del modello 730. Per il 2018 si potrà richiedere la detrazione degli interessi passivi versati sul finanziamento nel 2017.

Quello che si può portare in detrazione dipende, però, se il mutuo riguarda la prima o la seconda casa oppure una ristrutturazione.

Detrazione interessi passivi seconda casa: guida

Per tutti i finanziamenti richiesti prima del 1993, le persone potranno richiedere una detrazione pari al 19%. L’importo massimo sarà di 2.065,83 per ciascun intestatario del mutuo. Inoltre, per tutti i finanziamenti stipulati entro il 31 dicembre 1990 è possibile effettuare la detrazione anche per gli immobili diversi dalle abitazioni. Per quanto riguarda, invece, i mutui contratti nel 1991 e nel 1992, la legge ammette solamente detrazioni per gli immobili adibiti ad abitazione che non siano la prima casa. L’agevolazione non spetterà, invece, qualora la conclusione del contratto sia arrivata dopo il 31 dicembre del 1992 per motivi diversi dall’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale. Questo significa che oggi per i mutui contratti per l’acquisto di una seconda casa, anche se finalizzati per la residenza del nucleo famigliare per un breve periodo, non è possibile portare in detrazione gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione.

Il mutuo per una seconda casa, oggi, quindi, costa molto di più di quello per una prima casa. La mancanza di agevolazione dipende proprio dalla natura dell’operazione che è considerata un investimento. La legge italiana, infatti, considera la prima casa un diritto e per questo motivo mette a disposizione alcuni strumenti che ne possano agevolare l’acquisto.

Vista l’onerosità dei mutui per le seconde case che possono essere quelle delle vacanze o gli immobili per la propria attività professionale, la scelta migliore è quella di trovare la migliore soluzione di mutuo dal punto di vista economico.

Gli interessati dunque, dovranno richiedere più preventivi possibili da più banche per poi confrontarli e valutare quale possa essere la soluzioni migliore per le proprie necessità.

Si ricorda, infine, che i mutui per le seconde case, oltre a non poter disporre di particolari agevolazioni, presentano anche alcuni costi accessori più onerosi. Il mutuo è tassato al 2% rispetto allo 0,25% di un mutuo per la prima casa. Inoltre, l’imposta di registro è maggiore. Se chi acquista è un’impresa, bisognerà anche pagare l’IVA al 10% ed al 22% per gli immobili di lusso. Trattasi di elementi da ricordare quando si chiedono e si valutano preventivi di mutui delle banche e delle finanziarie.

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