Mutuo 120 per cento: perché non conviene

mutuo 120 per cento

Il mutuo 120 per cento è una forma di finanziamento a dire la verità non piuttosto comune che di solito non si dimostra molto conveniente né per chi lo concede né per il debitore. Ci sono varie ragioni per cui questo tipo di prestito andrebbe evitato. Quello più conosciuto è il mutuo 120 per cento di Banca Nuova. È stato infatti questo istituto di credito in particolare che ha proposto nei periodi prima della crisi o in quelli immediatamente dopo questo genere di finanziamento. Ma vediamo come funziona questo prestito, chi lo più richiedere e quali sono le ragioni che potrebbero spingere a rivolgersi ad altre soluzioni finanziarie, specialmente quando si tratta di richiedere un mutuo per l’acquisto di una casa.

Come funziona il mutuo 120 per cento

Il mutuo 120 per cento consiste in un finanziamento che dura nel tempo e che dovrebbe superare almeno i 5 anni. In genere è offerto sotto forma di mutuo ipotecario. Per i mutui fondiari la legge stabilisce che non può essere superata la soglia dell’80% per quanto riguarda il rapporto tra la somma erogata e il valore dell’immobile.

In passato con il mutuo 120 per cento si offrivano percentuali adatte a coprire fino all’80% del prezzo di acquisto di una casa. A questa percentuale poi veniva sommato un mutuo di liquidità con un importo pari al 40%. In totale quindi si arrivava al 120 per cento, dalla cui percentuale prende il nome questo genere di prestito.

Solitamente era sempre la stessa banca ad erogare sia la prima percentuale che la seconda, proponendo un iter burocratico meno complesso.

I risvolti fiscali del mutuo 120%

Specialmente dal punto di vista fiscale, il mutuo 120 per cento oggi non sarebbe attuabile in maniera precisa e non si rivelerebbe per nulla conveniente. Mentre in passato (parliamo più che altro degli anni 2007 e 2008) il mutuo 120 per cento veniva proposto fra le soluzioni per l’acquisto di una casa, attualmente si tende a stipulare altri generi di mutui ipotecari.

Quando un’unica banca proponeva due componenti legate alle percentuali diverse del mutuo, dal punto di vista fiscale accadeva che la detrazione degli interessi passivi spettasse soltanto per la componente legata al mutuo di acquisto.

Il mutuatario, però, perdeva gli interessi passivi per ciò che concerne la parte aggiuntiva del 40% legata alla disposizione di maggiore liquidità. I mutui con percentuali così alte consentivano di acquistare casa anche a chi non aveva risparmi a sufficienza per coprire le varie spese collegate all’acquisto di un immobile, quindi l’istruttoria, l’onorario del notaio, l’assicurazione e le varie imposte da pagare.

Oggi non possono essere richiesti più mutui al 120 per cento, perché appaiono fortemente sbilanciati e le banche spesso in passato si sono rese conto che hanno sbagliato a concederli, perché hanno fatto troppo affidamento nella capacità di rimborso da parte dei debitori.

Spesso poi è accaduto anche che gli istituti di credito che hanno concesso il mutuo 120 per cento sono falliti o si sono posti in una condizione di rischio. Attualmente si preferiscono altre soluzioni finanziarie, come per esempio il mutuo di acquisto tradizionale, al quale si può aggiungere la cessione del quinto.

 

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