Dopo quante rate di mutuo non pagate scatta il pignoramento: le regole

dopo quante rate di mutuo non pagate scatta il pignoramento

Dopo quante rate di mutuo non pagate scatta il pignoramento? A volte, specialmente nei tempi attuali a causa della crisi economica, molti non riescono a pagare in tempo le rate del mutuo che hanno richiesto alla banca per l’acquisto della casa. Tutto ciò comporta delle conseguenze, perché si può incorrere nel pignoramento dell’immobile che si è acquistato e sul quale solitamente un istituto di credito che concede un prestito mette un’ipoteca. La normativa da questo punto di vista ha subito un cambio radicale dopo la legge che è stata introdotta dal ministro Padoan. Prima di questo decreto mutui più facilmente un debitore che non era in grado di pagare rischiava di perdere la casa: bastavano infatti 7 rate insolute. Con le leggi attuali c’è qualche possibilità in più di avere il tempo per ristabilire delle condizioni economiche adeguate per poter affrontare il pagamento del mutuo.

Dopo quante rate del finanziamento non pagate scatta il pignoramento

Ecco quante rate di mutuo si possono saltare. Per garantire un livello più alto di protezione dei consumatori che hanno bisogno di rivolgersi ad un prestito per l’acquisto di beni immobiliari, le direttive impongono che la banca attenda 18 rate non pagate prima di procedere al pignoramento della casa. Ecco perché anche la Banca d’Italia ha dovuto adeguarsi alle nuove normative, riservando cura particolare nei confronti di chi si dimostri di non essere in grado nel versare le rate del mutuo.

Il decreto mutui è entrato in vigore nel 2016 e da quel momento le banche hanno dovuto adeguarsi anche per dare una spinta in più ai mutui che attraversavano un periodo di crisi. Soltanto quindi quando il mutuatario non ha pagato 18 rate consecutive, la banca può procedere all’esproprio della casa, alla sua confisca e poi alla vendita all’asta. Anche dopo la vendita della casa, se i ricavi ottenuti risultano inferiori ai debiti, il mutuo si considera estinto.

Rate mutuo non pagate: conseguenze

A volte il mutuatario non ha problemi di pagamento di più rate consecutive, ma può accadere che anche per più di una rata si ritrovi a versare il dovuto in ritardo rispetto ai tempi stabiliti dal contratto di mutuo. In questo caso bisognerebbe avvisare per tempo la banca, per avvertire del ritardo e per poter chiedere una dilazione.

Basta contattare il servizio clienti per le banche online o recarsi direttamente allo sportello della filiale più vicina, per avere un’opportunità in più. Bisogna però ricordarsi che in caso di ritardo il mutuatario dovrà pagare gli interessi di mora, ma, se ha avvertito la banca, potrà evitare che quest’ultima faccia una segnalazione al CRIF, il gestore del sistema di informazioni creditizie in Italia.

La segnalazione al CRIF solitamente viene fatta quando il mutuatario si ritiene moroso, se è in ritardo del pagamento di 180 giorni o se il pagamento ritarda per almeno 7 rate tra il 30esimo e il 180esimo giorno. Anche in questo caso la banca può risolvere il contratto e procedere al pignoramento dell’immobile. È questo il procedimento seguito, per capire dopo quante rate insolute scatta il pignoramento.

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