Carte di credito: Cartasì scatta una fotografia dell’Italia

Un Paese in ritardo, forse più tradizionalista di altri in tema di utilizzo di valuta elettronica, ma con un mercato in crescita. Così i dirigenti di Cartasì dipingono il quadro del mercato delle carte di credito in Italia, in un momento particolarmente delicato per quello che è il primo issuer in Italia di carte di credito, e che ad oggi gestisce il 31% delle carte di credito attive ed ha una quota del 40,5% sui volumi di speso con carta di credito.
Cartasì, recentemente, ha infatti subito l’uscita dai propri circuiti di due importanti banche, Intesa Sanpaolo e Unicredit, che hanno deciso di esercitare autonomamente le proprie licenze e agire quindi in modo indipendente dai circuiti già esistenti di credito. Una perdita che tuttavia lascia spazio all’ottimismo per una ripresa del mercato italiano delle carte di credito, grazie alle nuove generazioni.

Una fotografia dell’Italia
Dai quartier generali di Cartasì la fotografia dell’Italia nell’ambito dell’utilizzo delle carte di credito presenta alcune criticità che però lasciano spazio a un cambiamento “generazionale”.
L’Italia, infatti, secondo l’analisi di Cartasì, soffre di un certo tradizionalismo, dovuto in parte all’età media piuttosto elevata della popolazione (le generazioni più mature tendono a usare più contante che strumenti elettronici), e anche un’economia sommersa “importante”, che porta anch’essa all’uso di contanti contro i servizi bancari e il credito elettronico. In più, la crisi economica porta la maggior parte delle persone a spendere meno e una fetta ristretta di popolazione ricca a spendere di più, con una forbice crescente tra ricchezza concentrata e povertà dilagante.

La via d’uscita
Tuttavia, la situazione, secondo l’istituto di credito, è destinata a migliorare: da un lato il ricambio generazionale, più propenso all’utilizzo degli strumenti elettronici e di credito, rimpiazzerà piano piano la generazione “tradizionalista”, e dall’altro, le previsioni per il futuro economico del Paese sono positive. Nei prossimi due anni, secondo le stime di Cartasì, si riprenderà a crescere.

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