Carte di credito e casse fai da te: si estingue la cassiera

Con la diffusione delle carte di credito, si sono diffuse sempre di più nei supermercati e nelle catene di negozi le casse automatiche. Se non le avete mai provate, fate un tentativo: bastano poche mosse e tutti possono diventare delle provette cassiere. Tant’è che ne esistono di tutti i tipi, da quelle che accettano solo pagamenti elettronici a quelle che invece accettano anche i contanti e danno il resto al centesimo, da quelle che fanno anche da bilancia per la frutta e verdura, a quelle che permettono anche di prezzare il pane e i prodotti freschi da forno. E – non c’è che dire – per gli esercizi che le adottano, il risparmio è notevole, soprattutto in termini di personale: anziché dover impiegare un numero di cassiere che svolgano il lavoro e coprano i turni della giornata senza lasciare buchi, bastano due persone che facciano da riferimento in caso di aiuto al cliente e che controllino che tutto sia in ordine, ed il gioco è fatto. Per il cliente, inoltre, il sistema è veloce ed evita di fare noiose code in attesa del proprio turno.

Peccato, però, che ci sia anche chi abbia lanciato l’allarme: e la cassiera? Che fine fa?

UN MESTIERE DESTINATO AD ESTINGUERSI

Il fenomeno delle casse automatiche si sta talmente diffondendo che si teme di veder sparire una professione “storica”, talmente familiare da essere entrata nello scenario collettivo. Eppure, non si tratta di sola “nostalgia” prematura, ma di migliaia di posti di lavoro che in questo modo vanno a perdersi.

“A Modena – spiegano i sindacalisti – nelle ore di punta dell’ipermercato di sabato, avevamo anche 35 cassiere al lavoro. Ora ce ne sono al massimo 15. Certo ha influito anche la crisi, ma vediamo una riduzione dell’occupazione dovuta per lo più alla ricerca spasmodica di un abbassamento del costo del personale”.

Insomma, la grande distribuzione sta tagliando sui costi e le macchine sono più convenienti delle persone: “A Modena le casse automatiche hanno praticamente superato quelle ‘tradizionali’. Anche se tutti questi risparmi sul personale non è detto che si siano tradotti in risparmi per il consumatore”.

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