Carte NFC obbligatorie per i dipendenti pubblici: la proposta del Politecnico di Milano

Carte NFC (near field communication): ovvero quelle carte che non vanno strisciate, ma semplicemente accostate al lettore per pagare. Mentre all’estero stanno già prendendo piede, ecco che arriva un’idea dal Politecnico di Milano per incentivarne la diffusione anche in Italia. L’idea è stata proposta da Maurizio Dècina, professore ordinario di Reti e Comunicazioni al Politecnico di Milano, e si traduce in una appello al Ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, affinché renda obbligatorio l’uso delle tecnologie NFC per i dipendenti pubblici. E già l’idea fa discutere…

NFC OBBLIGATORIA PER I PUBBLICI DIPENDENTI

Per lanciare in Italia l’uso delle tecnologie NFC, la soluzione, secondo il Professor Dècina sarebbe quella di “imporre a tutti gli uffici pubblici l’adozione dell’Nfc; ad esempio per l’accesso ai tornelli o per l’acquisto di beni. In questo modo si darebbe slancio alla diffusione della tecnologia spingendone progressivamente l’adozione a livello di massa“.

Insomma, quella auspicata da Dècina è l’idea di un’amministrazione pubblica precorritrice dei tempi, che dia l’esempio e la spinta per il cambiamento. Utopia? Forse no. Del resto, secondo il professore del Politecnico, la tecnologia NFC è ormai matura e il vero ostacolo non è la mentalità dell’utente, quanto la mancanza di dispositivi di lettura necessari per l’introduzione di questo sistema semplificato di pagamento.

UNA TECNOLOGIA CONSOLIDATA

La tecnologia, insomma, sarebbe consolidata e pronta per il lancio su scala mondiale. Il resto lo fanno i tre soggetti coinvolti nella distribuzione della tecnologia: gli operatori, i circuite delle carte di credito e i costruttori di interfacce. Il dito viene allora puntato sui primi, gli operatori, che secondo il professore stanno facendo molto poco: salvo DoCoMo, che in Giappone ha già 50 milioni di utenti sui 120 milioni di abitanti, e il progetto Citizy in Francia che riunisce gli operatori l’Oltralpe, gli altri sono ancora al palo.

EPPUR SI MUOVE…

D’altro canto, invece, Visa, American Express e Mastercard “stanno facendo moltissimo. Mastercard sta lavorando per mettere l’Nfc nelle sim, nelle memory card, nei cellulari. E ha fatto l’accordo con Google per il servizio Google Wallet. Visa si è mossa prima di tutti, con due accordi molto importanti. Con Square – che non usa Nfc ma una tecnologia comunque interessante per pagamenti di prossimità via cellulare nei negozi – e Playspan, (concorrente di Paypal, ndr).
A luglio lancerà in Malesia il primo device con Nfc. American Express ha comprato Serve.com, concorrente di Playspan e ha investito nella start up Payphone, specializzata in mobile payment”.


Insomma, la situazione sembra destinata a sbloccarsi… tuttavia, a mettersi di traverso all’idea di Dècina per la realizzazione di un sistema NFC nella pubblica amministrazione, c’è il certo non promettente bilancio pubblico Italiano.

Chissà che il privato, come sempre, non sopperisca alle carenze pubbliche anche qui…

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