Credit Crunch: le conseguenze per le PMI

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Il Credit Crunch indica una restrizione dell’offerta di credito da parte delle banche nei confronti dei clienti ed in particolare delle aziende. Fenomeno che è esploso in tutta la sua gravita negli ultimi anni in Italia a causa della crisi economica e della crisi del sistema bancario. Tuttavia, nonostante il peggio sia stato messo alle spalle, la stretta creditizia da parte delle banche continua a mettere in serie difficoltà soprattutto le PMI italiane che hanno bisogno di liquidità non solo per andare avanti ma anche per evolversi e rimanere competitive sul mercato.

Secondo la BCE, infatti, le banche in questi anni si sono concentrate maggiormente nell’affrontare il debellamento dei crediti in sofferenza prima di iniziare a tornare a concedere finanziamenti alle PMI. Una scelta voluta per evitare di incorrere nella formazione di nuove sofferenze. Proprio per questo le banche preferiscono ancora concedere finanziamenti di medio lungo termine per beneficiare anche degli incentivi volti a favorire queste forme di finanziamenti.

Credit Crunch: mutui e le PMI

Questa stretta sul credito sta penalizzando fortemente le piccole e le medie imprese italiane. Un problema importante perché queste realtà sono la spina dorsale delle attività imprenditoriali italiane e per fare in modo che possano continuare a trainare l’economia del Paese devono poter tornare ad avere accesso ai finanziamenti bancari.

Secondo alcuni studi della Confcommercio, dal 2010 al 2015 sarebbero quasi 100 miliardi di euro i finanziamenti mancati alle PMI. Soldi che le imprese avrebbero potuto sfruttare per crescere e rimanere competitive all’interno di mercati sempre più difficili. Studi che hanno evidenziato anche come le richieste accolte di finanziamento siano diminuite sensibilmente di oltre la metà, segno che le banche hanno finanziato un numero sempre minore di imprese.

Un problema serio che nonostante la crisi economica possa dirsi quasi del tutto superata, continua a perdurare mettendo in difficoltà le imprese italiane.

Per risolvere il loro problema di liquidità le PMI si sono rivolte ad altre soluzioni come i mini bond, i fondi di garanzia pubblici ed altri strumenti finanziari. Rimane comunque il fatto che il Credit Crunch continua a rappresentare una seria difficoltà.

Chi sta soffrendo di più in tal senso sono le nuove aziende innovative, quelle che investono maggiormente in ricerca e sviluppo. Queste aziende, infatti, sono quelle che maggiormente dipendono dai finanziamenti visto che le loro attività di ricerca sono sempre particolarmente onerose. Questo dettaglio è importante perché fa capire che senza la giusta liquidità offerta delle banche, per le PMI risulterà impossibile continuare a competere, soprattutto in ambito internazionale dove i player esteri, invece, possono tranquillamente investire nell’innovazione grazie all’appoggio delle loro banche.

Verosimilmente, a causa della morsa sui prestiti, è possibile che iniziano ad arrivare sul mercato anche nuovi prodotti finanziari maggiormente specifici proprio per finanziare le attività delle PMI. Dunque, può essere consigliabile effettuare diversi colloqui con i funzionari delle banche che si occupano di prestiti per le PMI per provare a trovare la soluzione più adatta alle proprie necessità aziendali.

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