Crediti deteriorati, cosa sono e classificazione

crediti deteriorati

La crisi economica ha portato alla ribalta terminologie finanziarie sino ad allora poco note, soprattutto quelle legate ai crediti bancari. I crediti non sono di un solo tipo ed esiste, infatti, una vera e propria classificazione. La Banca d’Italia, infatti, ha applicato una serie di disposizione europee aggiornando la classificazione dei crediti deteriorati aggiungendo anche nuove categorie. A seguito di questo intervento, le nozioni dei crediti incagliati e dei crediti ristrutturati sono state abrogate.

Classificazione dei crediti deteriorati

Con l’obiettivo di rendere omogenea la valutazione della qualità degli attivi bancari, l’Autorità bancaria europea conosciuta anche come ABE ha elaborato uno standard per quanto riguarda i crediti deteriorati, disposizione poi adottata dalla Commissione europea con il regolamento UE n. 227/2015.

A seguito di questo nuovo regolamento europeo, la Banca d’Italia ha previsto una nuova classificazione dei crediti deteriorati che sono suddivisi in tre categorie: sofferenze; inadempienze probabili; esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

Le sofferenze sono le esposizioni per cassa e fuori bilancio come le garanzie e gli impegni irrevocabili ad erogare fondi. Esposizioni di cassa che possono essere nei confronti di un soggetto insolvente o in situazioni similari, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.

Le inadempienze probabili, invece, sono esposizioni creditizie per le quali la banca giudichi improbabile che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie senza il ricorso ad azioni come l’escussione delle garanzie.

La terza tipologie di crediti deteriorati, cioè le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, sono esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità.

Accanto a queste tre categorie di crediti in sofferenza è stata introdotta anche la categoria dei crediti forbone. Trattasi di crediti in bonis o deteriorati oggetto di concessione da parte della banca. Nello specifico la banca va a modificare le condizioni originarie dei contratti della linea di credito concessa al cliente. Per esempio, la banca può ridurre il tasso d’interesse o prolungare la durata del finanziamento. Tali misure possono riguardare clienti performing in difficoltà finanziaria oppure clienti che sono stati classificati in deterioramento.

 

Per approfondire -> Cosa sono i crediti forbone

 

Per gestire tutte queste situazioni, le banche e tutti gli intermediari finanziari accantonano delle riserve apposite in proporzione al credito a rischio. Un’eccessiva esposizione delle banche a queste problematiche può mettere in crisi la loro liquidità e creare seri problemi all’intero comparto bancario come capitato di recente a causa della passata crisi economica.

Per sorvegliare il livello di rischio, la Banca d’Italia ha creato appositamente la Centrale dei Rischi, una sorta di immenso archivio nel quale confluiscono le posizioni debitorie dei soggetti nei confronti degli intermediari che permettono di calcolare con precisione il rischio e la solvibilità dei clienti.


Immagine: Philippe Put via Flickr

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