Exor Seeds, fondo a sostegno delle startup tecnologiche

fondi start-up

La famiglia Agnelli punta a sostenere le start-up. Exor, infatti, la holding degli Agnelli, lo scorso giugno ha lanciato il fondo Exor Seeds che potrà gestire ben 100 milioni di dollari. Obiettivo, dunque, fornire fondi per start-up ed, in particolare, quelle “early stage” per sviluppare adeguatamente il settore delle aziende innovative.

Exor Seeds: fondo per le start-up tecnologiche

A guidare questo fondo è Noam Ohana. L’obiettivo di questo fondo è quello di sostenere la nascita e la crescita di start-up innovative nel settore delle nuove tecnologie. Una prima parte di questo fondo, pari a 20 milioni di dollari, è già stato destinato a sostenere 11 startup tecnologiche americane. Tra queste si evidenziano True Link, Kheiron Medical Technologies, hexa & Co., Reflexion e Privacy.com. Trattasi di realtà per lo più attive nel campo dell’healthcare e dell’assistenza agli anziani.

Questa scelta, per la holding di casa Agnelli rappresenta un cambiamento notevole. Il fondo, inoltre, dovrà fare i conti con la competizione molto forte di chi va a caccia delle ultime novità in campo tecnologico.

Infatti, questo fondo sconta anche il fatto che la holding di casa Agnelli abbia una grande esperienza nel settore industriale ma non in quello tecnologico. Exor, comunque, punta con decisione sul successo di questo fondo che per gli Agnelli è visto come una sorta di ritorno alle origini per allocare capitali e per investire in realtà che potrebbero, in futuro, spiccare il volo.

I destinatari di Exor Seeds e la situazione delle start-up

Metà dei fondi a disposizione sarebbe arrivata da Exor stessa, mentre l’altra metà da PartnerRe. Sebbene i primi investimenti siano stati fatti con startup americane, il fondo potrà finanziare realtà di tutto il mondo e in qualsiasi settore.

In Europa, nel 2017 sono stati investiti 30 miliardi di dollari in startup, un valore nettamente inferiore a quanto investito in Cina e in America. Una disparità che riflette il fatto che l’Europa, al momento, offre molte meno possibilità degli altri Paesi.

Riuscire a creare più startup innovative potrebbe consentire, invece, di aumentare gli investimenti. Dei 30 miliardi investiti in Europa, infatti, quasi la metà arrivavano da investitori americani ed asiatici. In Italia, invece, gli investimenti nelle startup risulterebbero fiacchi. Nel 2017 sono stati raccolti 136,6 milioni di euro a fronte dei 178 milioni raccolti nel 2016. Un dato che mostra una certa staticità di un settore che andrebbe rivitalizzato.

Fortunatamente, se i capitali scarseggiano, non mancano le startup che sono in crescita. L’arrivo di questo fondo potrebbe essere l’occasione giusta per molte startup tecnologiche europee ed italiane di poter ottenere il supporto adeguato per poter crescere e diventare delle realtà consolidate.

Il responsabile del fondo, Ohana, avrà piena libertà per decidere da solo dove indirizzare gli investimenti.

 

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