Cosa sono i crediti forbone

forbone

Con la crisi economica e con le sofferenze bancarie sono venuti alla luce nuove realtà nel panorama finanziario. Tra queste ci sono i crediti forbone che hanno rivestito, in questi anni, una grande importanza. La crisi finanziaria, infatti, ha portato i mercati a mutare in maniera molto profonda.

Forbone: cosa sono e caratteristiche

I forbone si muovono in due direzioni: gestire singole posizioni considerate a rischio per muoversi verso il loro salvataggio e puntare verso una specifica clientela in difficoltà con l’obiettivo di evitare che la politica della concessione possa essere poco efficace.

Le esposizioni forbone sono definite come un elemento trasversale agli status non performing e ai crediti in bonis. In altri termini si identificano con i crediti che hanno ottenuto alcuni benefici particolari, spesso coincidenti con modifiche delle condizioni contrattuali (rifinanziamenti) derivanti da un radicale cambiamento della condizione economica considerata particolarmente compromessa.

Le esposizioni creditizie che sono state oggetto di concessioni, i forbone appunto, possono rientrare tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute non potendo costituire una categoria precisa ed indipendente di attività deteriorate. All’interno dei forbone rientrano anche le eventuali ristrutturazioni di esposizioni realizzate con intento liquidatorio che possono essere ricondotte tra le sofferenze.

A volte, i forbone vengono confusi con i crediti ristrutturati. Tuttavia, il termine “concessione” utilizzato per definire i forbone è l’elemento che li distingue dai crediti ristrutturati. I crediti ristrutturati, infatti, corrispondono con le esposizioni per le quali sia stato necessario un intervento di modifica delle condizioni contrattuali a seguito di un problema di natura economica. Fondamentale, dunque, l’esistenza di una perdita effettiva del creditore. Per i forbone, invece la concessione ha un ruolo importante perché consente al debitore di ritrovare uno status di solvibilità e superare il suo momento di difficoltà.

Proprio le condizioni temporali di riclassificazione sono in grado di distinguerli dalle altre classi di credito, essendo previste due sotto categorie differenziate nei tempi di permanenza nel corrispondente status, ciascuna in grado di generare diverse conseguenze.

La prima è costituita da esposizione deteriorate, la seconda da esposizioni in bonis. Nel primo caso, i forbone permettono di rilanciare i crediti e fare in modo che l’ipotesi di accantonamento sia inferiore agli standard applicati in caso di crediti deteriorati.

Nel secondo caso, invece, i forbone permettono di far rientrare i crediti nella classificazione di crediti sani. Saranno le banche, attraverso un’attenta analisi a valutare lo status dei crediti e ad applicare la scelta più corretta. Per le esposizioni da crediti deteriorati, il periodo di osservazione è di due anni. Nelle esposizioni in bonis il periodo di osservazione si riduce ad un anno. Tra le osservazioni che vengono compiute quelle relative all’analisi della condizione finanziaria del cliente.

I forbone, dunque, possono essere visti come un modo per rilanciare i crediti ed offrire nuove opportunità che permettano di sanare i debiti.

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