FRN: cosa sono e come utilizzarli

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I FRN, Floating Rate Notes, possono rivelarsi davvero importanti per contrastare l’aumento dei tassi di interesse. Si tratta, più specificamente, di titoli a tasso variabile che vengono emessi da società industriali. La loro caratteristica principale è rappresentata dal fatto che queste cedole possono mutare ogni tre mesi, perché sono strettamente collegate al rendimento del tasso Euribor. Non possiamo prescindere dal tenerli in considerazione, specialmente analizzando le risposte del mercato attuale, spesso soggetto a varie fluttuazioni. I FRN possono rivelarsi davvero essenziali, per questo esaminiamone più dettagliatamente tutti i particolari.

FRN: cosa sono

I Floating Rate Notes corporate sono dei titoli a tasso variabile che variano ogni trimestre. Ogni tre mesi, infatti, viene calcolato il valore della cedola aggiungendo una maggiorazione al tasso Euribor. Questa maggiorazione può variare in base al merito creditizio dell’emittente.

I titoli corporate sono diversi dai titoli di Stato, perché sono caratterizzati da un maggior peso della componente rischio. Quando l’investitore acquista titoli a tasso variabile corporate non si espone al rischio interesse, ma soltanto al rischio di credito dell’emittente, che comunque può essere contenuto.

Quando comprare i FRN

Gli esperti ritengono che il momento più adeguato per proporsi in questa forma di investimento sia la fase in cui i rendimenti tendono ad andare al rialzo. Solitamente le variazioni che interessano i tassi di mercato non incidono in maniera profonda sugli FRN, proprio per la caratteristica rappresentata dall’adeguamento ogni tre mesi.

Gli emittenti societari migliorano il loro merito creditizio nel momento in cui si ha un rialzo del mercato, per cui proprio in questa fase può essere importante acquistare i Floating Rate Notes, per trovarsi avvantaggiati in futuro.

Al contrario, è meglio non comprare questi titoli in presenza di condizioni instabili. Bisognerebbe evitare l’acquisto se il settore in cui operiamo non si dimostra piuttosto solido o se è incerto l’esito degli investimenti di una specifica azienda a cui facciamo riferimento.

Quando vendere i FRN

Per il risparmiatore che acquista FRN c’è sempre la possibilità di poterli vendere, proprio come succede con i titoli di Stato. Per esempio ci si può rivolgere alla figura di un intermediario, che nel gergo tecnico si chiama market maker, che ha l’incarico di dare delle quotazioni operative.

Teniamo presente che i FRN sono caratterizzati per la loro essenza da una minore liquidità. Però specialmente negli ultimi anni il mercato in cui si può operare con questi titoli variabili si è ampliato, per cui a disposizione di coloro che vogliono venderli ci sono tanti emittenti e moltissimi titoli di diverso tipo che vale la pena considerare per poter avere la possibilità di fare un investimento ottimale.

Per ridurre al minimo il rischio di liquidabilità potrebbe essere utile individuare delle emissioni non inferiori a 500 milioni di euro e rivolgersi sempre ad emittenti che dimostrano una grande attività.

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