Donazione immobile: perché non è valida per un mutuo

donazione immobile

All’interno degli ambienti familiari, gli atti di donazione di un immobile sono abbastanza frequenti, soprattutto tra genitori e figli. Molto spesso, infatti, un genitore o entrambi decidono di donare un immobile ai figli. Questa pratica, però, nasconde un problema che molto spesso le parti in causa non conoscono. Questa tipologia di atto, infatti, spesso non viene considerata valida dalle banche ed in alcuni casi anche dai notai. Questo comporta seri problemi in caso di mutuo.

Atto di donazione: cos’è e perché si fa

Un atto di donazione spesso viene considerato come un precursore della successione. Il trasferimento di proprietà da un genitore ai figli può essere fatto anche in ottica di un risparmio sulle tasse visto che la posizione fiscale del genitore si alleggerirebbe.

Ci sono, quindi, molti motivi che spingo una famiglia ad adottare questo strumento, sia in vista di un’eventuale divisione ereditaria che per risparmiare soldi sulle tasse nell’immediato. Purtroppo, però, questa scelta può portare a delle conseguenze future difficili da risolvere.

Donazioni e mutui: problematiche

Le banche, infatti, non sempre riconoscono queste tipologie di atti e pongono in questi casi dei precisi vincoli. Il timore, infatti, è che i beni immobili trasferiti mediante un atto di donazione possano essere, in futuro, rivendicati da eventuali eredi. In caso di successione, infatti, è possibile che gli eredi legittimi possano contestare la donazione in quanto lesiva della loro quota di eredità. Gli eredi, dunque, potrebbero decidere di impugnare l’atto.

Inoltre, la donazione può essere revocata. Questo significa che il donante che ha trasferito senza corrispettivo economico un bene ad un altro soggetto, il donatario, può decidere di revocare la donazione. La revoca che può essere decisa per molti motivi anche di natura personale, può essere effettuata in ogni momento, anche durante un’eventuale vendita dell’immobile. Sarà il Tribunale, attraverso una pronuncia giudiziale, a disporre la revoca della donazione.

Se la revoca viene confermata, il bene torna nelle mani del donante. Le revoche e le eventuali impugnazioni hanno delle date di scadenza precise ma alle banche importa il fatto che i beni oggetti di donazione possano essere oggetto di revocatoria o di restituzione.

Il bene immobile, dunque, non potrà essere utilizzato dal cliente come forma di garanzia per un eventuale mutuo. Le ipoteche su beni immobili oggetto di donazione sono prive di efficacia se non sono trascorsi almeno 20 anni dalla data di trascrizione dell’atto, cioè sostanzialmente quando la donazione non potrà essere più in alcun modo oggetto di contestazione.
Questo significa che una persona che ha la necessità di accendere un mutuo ben difficilmente potrà utilizzare l’immobile ricevuto attraverso una donazione come garanzia per il finanziamento.

In alcuni casi, le banche possono comunque accettare il bene immobile donato come garanzia ma a patto che il donante entri come garante del mutuo. Accendere un mutuo usando un bene ottenuto con donazione è, quindi, molto complicato ed è probabilmente anche una pratica da non seguire viste le molte incognite e difficoltà.

Comunque, come evidenziato, alcune banche accettano il bene immobile se il donante diviene garante del mutuo. Dunque, una valutazione della possibilità di accendere un mutuo può essere comunque fatta parlando con i funzionari delle banche che trattano questi prodotti finanziari.

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