Garanzie atipiche: cosa sono e come funzionano

garanzie atipiche

Le garanzie atipiche, chiamate anche improprie, sono garanzie personali e reali che a volte non ritroviamo nel codice civile. Tuttavia questi esempi sono diffusi nei rapporti bancari e commerciali. In generale si tratta di garanzie che presentano dei punti in comune con la fideiussione, anche se per alcune caratteristiche appaiono diverse. Andiamo nel dettaglio e vediamo, tenendo conto della definizione, quali sono queste garanzie atipiche e quando vengono richieste.

La cessione del credito

La cessione del credito consiste in un accordo, attraverso il quale un soggetto trasferisce ad un altro il suo credito verso un debitore. Per avvenire la cessione è necessario che ci siano la titolarità della posizione soggettiva da cedere e una disponibilità da parte del titolare. Quindi non rientrano in questo tipo di garanzia i diritti indisponibili, che sono dichiarati tali dalla legge.

Per esempio sono diritti indisponibili quelli che riguardano la persona del titolare, come i crediti per alimenti, oppure i diritti potestativi. A volte nella garanzia atipica della cessione del credito è compresa anche la cessione autonoma, come quella per esempio che riguarda la cessione del diritto agli interessi.

Viene stabilito un contratto bilaterale, che rivela l’accordo raggiunto tra due soggetti e che ha un’efficacia reale. Il processo viene messo in atto da una notifica che il debitore riceve e che testimonia l’avvenuta cessione. Quest’ultima può essere a titolo gratuito o dietro il pagamento di un corrispettivo economico.

Il mandato irrevocabile all’incasso

Anche in questo caso si tratta di un contratto attraverso il quale un soggetto, chiamato mandante, conferisce ad un altro soggetto, che è definito mandatario, l’incarico di riscuotere i propri crediti che rivendica nei confronti di uno o più debitori. Si tratta quindi di un’attività di riscossione di crediti che rientra negli articoli 1703 e successivi del codice civile.

Il mandatario ha l’obbligo di corrispondere al mandante le somme incassate. Spesso nella prassi bancaria si applica la cosiddetta garanzia del mandato in rem propriam. È un forma particolare di contratto, nel quale vengono affiancati l’interesse del mandante e gli interessi del mandatario.

La lettera di patronage

La lettera di patronage è chiamata anche lettera di gradimento e si può intendere anche come lettera di presentazione, nel senso più comune del termine. Indica una dichiarazione rilasciata ad una banca da un soggetto, che di solito può essere costituito da una società, in sostituzione di una fideiussione, per ottenere o rinnovare un finanziamento che è stato concesso da un istituto di credito ad una società controllata o partecipata dalla prima.

Questa prassi trae origine dalle dichiarazioni che le multinazionali anglosassoni che operavano nel nostro Paese rilasciavano ai creditori al posto di altre garanzie, assumendo una specie di paternità, molte volte di carattere morale, dell’operazione. Proprio con questa dichiarazione, le società capogruppo comunicavano la loro partecipazione nella società debitrice.

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