Mutui ai giovani: quanto conta la garanzia dei genitori

C’è poco da fare: essere giovani oggi e volersi imbarcare in un mutuo è più difficile che mai. Non importa se si guadagna mediamente più di altri come liberi professionisti o se si ha un buon contratto (magari di collaborazione o a tempo determinato): le banche e gli istituti di credito pretendono garanzie che le generazioni di 30-35enni oggi non possono dare, ovvero quella continuità nella retribuzione che solo un posto fisso può dare. Non resta allora che chiedere la garanzia a mamma e papà, andando ad incrementare quella imbarazzante e frustrante dipendenza dalla famiglia dalla quale si fatica così tanto a staccarsi.
E vediamo allora qual’è l’offerta che viene proposta a queste categorie di persone.

Il mutuo al 100%
Tanto pubblicizzati qualche anno fa (tra il 2004 e il 2005), ora sono praticamente una chimera. In Italia sono solo due o tre istituti ad erogarli e ottenerli è veramente difficile. Dopo gli accordi di Basilea3, infatti, le condizioni per ottenerli si sono fatte talmente restrittive che solo una piccolissima parte dei giovani riesce ad accedervi, solo presentando garanzie su garanzie. L’ipotesi più ottimistica è che le banche offrano ai giovani precari mutui che coprono non più del 50-60% del valore dell’immobile e la rata non è mai maggiore del 30-35% del reddito netto disponibile. Allungando a dismisura i tempi di restituzione del mutuo.

Gli effetti sul mercato immobiliare
Se da un lato questi provvedimenti garantiscono la stabilità del sistema, di fatto il contraccolpo si fa sentire sul mercato immobiliare, che nel 2011 ha registrato una battuta d’arresto sensibile: -3,5%, secondo i dati Nomisma per i primi mesi del 2011. E i prezzi delle case non diminuiscono quanto ci si attendeva. Ad incrementare la stagnazione del mercato immobiliare c’è poi la decisione dell’aumento dei tassi operata dalla BCE, che comporteranno rincari medi dei mutui di circa 130 euro annui.

La rinegoziazione del mutuo
In questo panorama desolante, sembra servire a poco la decisione del Governo di introdurre criteri per facilitare la rinegoziazione dei mutui: il decreto entrerà probabilmente in vigore dal 6 maggio prossimo, ma servirà sostanzialmente a rendere più facile e veloce il passaggio da mutui a tasso fisso a mutui a tasso variabile.
La vera garanzia, per ora, sembrano sempre e solo essere mamma e papà.

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