Mutui, i tassi fissi si impennano oltre il 5% su alcune durate

L’aumento del tasso di riferimento del costo del denaro da parte della BCE sta già provocando il primo effetto domino: l’aumento del rendimento dei titoli di Stato influenza infatti in modo significativo il mercato dei mutui, specialmente i titoli del Bund tedesco, sui cui parametri vengono calcolati i tassi fissi. Ed ecco che in questi giorni proprio questo effetto ha influenzato i tassi Eurirs a 20 e 25 anni – che sono anche quelle maggiormente richieste da chi decide di aprire un mutuo – che questa settimana sono arrivati quasi al 4%. Il paragone è significativo se effettuato con i dati dello scorso anno, quando gli Eurirs a 20 e 25 anni erano al 2,67%. Ma, senza andare poi tanto lontano, basti pensare che il mese scorso erano al 3,8%. Gli Eurirs a 10 anni sono invece oggi a quota 3,5%, ma si attende un rapido incremento fino alla quota del 4%. E i nuovi mutui a tasso fisso, in molti casi, hanno superato la quota del 5%.

Le aspettative degli esperti non lasciano molto spazio alle speranze: i tassi cresceranno ancora e porteranno con sè degli aumenti importanti sulle rate mensili da rimborsare alle banche: si calcola che, su un mutuo di 150mila euro con durata di 20 anni, la rata aumenterà di 35 euro al mese.

Meglio prepararsi agli aumenti, oppure, cominciare a guardarsi in giro per trovare delle alternative.

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