Rapporto rata-reddito nel mutuo: a quanto si può arrivare

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Quando richiediamo un finanziamento, è importante comprendere fino in fondo anche qual è il rapporto rata-reddito da considerare. Anche nel caso dell’acquisto di un immobile, dobbiamo prendere in considerazione questo fattore, per valutare meglio i rischi in cui potremmo incorrere. Il pericolo sarebbe quello di non riuscire a pagare le rate per la restituzione della somma che abbiamo chiesto in prestito, con la possibilità di cadere nell’indebitamento. Se la vostra domanda è “quanto mutuo posso permettermi?”, andiamo ad analizzare alcune caratteristiche fondamentali, anche con degli esempi che possono rendere bene l’idea.

Calcolo mutuo in base alla rata

Alcuni esempi possono chiarirci le idee sull’abbinamento reddito-rata del mutuo. La regola da tenere sempre in considerazione è la concessione di un mutuo con un impegno che, ogni mese, non dovrebbe superare il 35%-40% del reddito di una persona. Tuttavia ci sono alcune interpretazioni differenti di questa regola, perché alcune banche calcolano questo rapporto sul lordo, altre invece agiscono sul reddito netto.

Anche in questa situazione, però, bisogna tenere presente che il reddito netto non si riferisce soltanto alla somma che resta dopo aver pagato le varie tasse. Si tratta di considerare anche il reddito che viene percepito, dopo aver tolto le somme dovute per altri prestiti in corso.

Diversa può essere la situazione per una persona che ha un reddito mensile pari a 1000 euro rispetto ad un altro individuo con un reddito di 6000 euro al mese. In quest’ultimo caso l’impegno per la rata potrebbe corrispondere anche al 50% delle entrate, mentre una tassa del genere non può essere applicata al primo caso.

Negli ultimi anni la situazione specialmente in Italia è cambiata molto. La crisi ha messo in difficoltà anche la richiesta dei finanziamenti, sempre più scarsa di fronte ad una capacità di spesa insostenibile. Per questo si sono fatti pochi contratti di mutuo negli ultimi tre anni e gli istituti di credito si sono adattati concedendo mutui anche a 30 anni o a 40. L’obiettivo è dunque quello di rendere la rata il più sostenibile possibile.

Quanto incide la continuità del reddito

Un altro fattore da prendere in considerazione nel calcolo del rapporto reddito-mutuo è la continuità dell’entrata reddituale. I lavoratori dipendenti che possono contare su un contratto a tempo indeterminato hanno più facilità nell’accesso al credito. Molto più difficile è invece il contesto per i lavoratori che hanno contratti temporanei.

Lo stesso discorso vale per i lavoratori autonomi che si occupano di settori considerati a rischio. Per questo, specialmente se l’attività è stata aperta da poco, la banca nell’accesso ad un finanziamento può mettere delle ipoteche e richiedere dei garanti. Anche in questo caso le percentuali possono variare in base alle situazioni. Alcuni istituti di credito infatti tengono in considerazione il 100% del reddito del garante. Altri, invece, si occupano di valutare soltanto l’80% o il 50% del reddito della persona che offre garanzia.

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