Preammortamento: perché non sempre è conveniente

preammortamento mutuo

Il preammortamento mutuo è sempre l’opzione migliore? Cerchiamo di capire meglio in cosa consiste e se si tratta di una soluzione conveniente sulla base del calcolo degli interessi.

 

Cos’è il preammortamento mutuo

Il cosiddetto periodo di preammortamento è quello in cui si rimborsano alla banca rate composte da soli interessi, che risultano quindi molto più leggere rispetto al caso in cui vi sia compresa la quota capitale. Precede la fase di ammortamento, quella, cioè, in cui si comincia a rimborsare il capitale ricevuto in prestito.

 

Il preammortamento tecnico e quello finanziario

Il preammortamento può essere di tipo tecnico o finanziario. Nel primo caso è usato dalla maggior parte delle banche per allineare le scadenze delle rate del mutuo. Se, ad esempio, il contratto di mutuo viene stipulato il giorno 15 del mese di luglio, senza periodo di preammortamento tutte le rate scadrebbero il giorno 12 dei mesi successivi. Se invece si attua un preammortamento di 16 giorni, fino alla fine del mese, le rate andranno via via in scadenza alla fine di ogni mese.

C’è poi il preammortamento finanziario, ossia un periodo di tempo piuttosto lungo (della durata massima di 5 anni) in cui il cliente rimborsa solo gli interessi. In questo caso, si verifica ovviamente un aumento dei costi complessivi (che può essere molto oneroso), ma il cliente può beneficiare della possibilità di cominciare a pagare rate di importo più contenuto, perché composte dai soli interessi e non anche dal capitale.

In entrambi i casi è bene sapere che più è lunga la fase di preammortamento, maggiori saranno i costi per chi deve rimborsare il mutuo.

 

I costi del preammortamento mutuo: calcolo degli interessi

Gli interessi di preammortamento cominciano infatti a maturare il giorno della stipula del contratto fino al pagamento della prima rata. Se, quindi, il contratto per un mutuo da 150 mila euro viene stipulato il giorno 10 del mese di luglio a un tasso annuo del 5%, gli interessi andranno calcolati su 21 giorni di ‘’scoperto” e ammonteranno a circa 430 euro. Il periodo di preammortamento, inoltre, si aggiunge all’ammortamento, provocando un lieve aumento della durata complessiva del rimborso. La sua estensione cambia di banca in banca.

Per calcolare gli interessi di preammortamento si usa questa formula matematica:
( g x C x TAN ) / 36500

G=giorni di preammortamento
C=capitale
TAN= tasso % annuo.

Nel caso di rate semestrali diverse banche prevedono che il preammortamento termini alla fine del semestre solare. Se, quindi, si stipula il mutuo a metà luglio si pagheranno interessi di preammortamento fino al 31 dicembre, per la bellezza di 165 giorni. Un cifra non trascurabile: se si pensa, ad esempio, a un mutuo di 200.000 Euro al 4% si avranno circa 3.600 euro in più da sommare agli interessi del mutuo. Infatti, utilizzando la formula appena descritta,
165 (giorni preammortamento) x 200.000 (capitale) x 4 (tasso % annuo) / 36500 = 3.616,4 Euro. Da aggiungere agli interessi del mutuo.

 

Preammortamento mutuo: una voce cui prestare attenzione

Se si considera il caso del preammortamento finanziario, decidere di pagare rate di soli interessi per 5 anni su un mutuo di 200 mila euro al tasso del 5% potrebbe costare 50 mila euro di interessi in più rispetto ad un normale piano di ammortamento. Si capisce subito, dunque, come questa opzione vada presa in considerazione solo quando non si abbiano risorse a sufficienza nell’immediato, ma si sia certi, al contempo, di poterne disporre in futuro.

Prima di stipulare un contratto di mutuo, quindi, per evitare spiacevoli sorprese e aggravi di spesa non sempre sostenibili, è bene prestare attenzione a questa voce, il cui costo non viene incluso nel calcolo dell’Indicatore Sintetico di Costo, il parametro, cioè, che comprende tutti gli oneri del prestito.

 

Preammortamento: pro e contro

 

Vantaggi preammortamento Svantaggi preammortamento
Rate leggere (di soli interessi) Aumento della durata del rimborso
Primo periodo sostenibile Aumento successivo delle rate
Interessi aggiuntivi elevati
Costo non incluso nell’ISC

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