Spread e “rischio Paese”: come cambia il mercato dei finanziamenti

Da giorni non si fa che leggere sui giornali notizie allarmanti e allarmate sullo spread che si allarga sempre di più a causa della (mancata) manovra economica del Governo Italiano e del conseguente “rischio Paese” (il rischio che l’Italia fallisca… ovvero che non possa far fronte ai propri debiti). Questo ipotetico fantasma nero, però, influenza direttamente il mercato dei finanziamenti in Italia. Vediamo come…

IL FUNDING

Il funding è il prezzo che le banche pagano per finanziarsi a medio e a lungo termine. In periodo di crisi, le banche pagano di più per ottenere i finanziamenti necessari allo svolgimento delle loro attività. Questi finanziamenti avvengono infatti in via principale attraverso i BTp (i buoni del Tesoro poliennali, in particolare ultimamente si tratta di BTp-bund), che gli Istituti di Credito Italiani – a causa della corrente situazione economica – devono offrire ad un tasso di interesse maggiorato ai propri investitori.

Si tratta cioè di un sovrapprezzo dovuto al “rischio Paese” che le banche riversano in parte sugli investitori ed in parte sui propri clienti. Come? Attraverso un aumento dello spread sui tassi dei mutui (Irs ed Euribor), ovvero aggiungendo un ricarico sui tassi di base dei mutui. Ed ecco che, quindi, il “rischio Paese” viene a pesare sul costo dei prodotti offerti dalla banca, quindi sul cliente.
COSA STA SUCCEDENDO
Quel che sta succedendo in quest’ultimo periodo è che lo spread delle banche sui prodotti finanziari (mutui e prestiti) sta via via aumentando. Si tratta di ricarichi che le banche applicano ai nuovi prodotti (per capirci, non si applica sui prestiti già erogati), ma che preclude ulteriormente l’accesso al credito da parte di chi ne ha bisogno, a causa dei maggiori costi.
E c’è anche un altro fenomeno che è stato segnalato dagli esperti di erogazione del credito: molte banche stanno ritirando alcuni dei loro prodotti perché le condizioni a cui li offrono sono talmente penalizzanti per il cliente che sono semplicemente fuori mercato. Un esempio? I prodotti finanziari a tasso fisso.
I PRODOTTI A TASSO FISSO

Il problema, con i prodotti a tasso fisso, è che l’Irs è tornato ai livelli minimo di un anno fa e ora alcune banche stanno eliminando dalla propria offerta i finanziamenti poco remunerativi e che ritengono eccessivamente rischiosi. Per i mutui alle famiglie, infatti, esistono prodotti offerti da banche estere che risultano molto più competitivi rispetto a quelli delle banche italiane, per il semplice motivo che le banche estere non hanno problemi di funding paragonabili alle nostre.

Insomma, è un cane che si morde la coda… ed ecco qui svelato il motivo per cui la politica italiana si riflette direttamente sui bilanci delle famiglie e dell’intero sistema creditizio del Paese.

 

 

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