Tasso Euribor sostituito dall’ibrido nel 2019

tasso ibrido

Entro la fine del 2019 il tasso Euribor sarà sostituito da un nuovo indice, che viene calcolato in maniera differente. L’Euribor è il tasso di prestito interbancario, al quale sono collegati i mutui a tasso variabile. L’obiettivo è quello di sostituirlo, per mettere a punto un indice più affidabile. Il problema consiste soprattutto nel fatto che l’Euribor, Euro Inter Banked Offered Interest, è il frutto di un accordo fra varie banche collocate in zone d’Europa molto diverse tra di loro, che possono essere soggette ad esigenze di vario tipo. Con la sostituzione dell’Euribor si vuole lasciare spazio ad un altro tasso, chiamato ibrido, che possa essere più conveniente.

Le previsioni sul nuovo indice dopo il tasso Euribor

Avendo già esaminato cos’è l’Euribor, è possibile comprendere fino in fondo le aspettative nei confronti del nuovo indice che andrà a sostituirlo. Si pensa che quest’ultimo potrà basarsi su prezzi reali, che saranno ricavati dalle operazioni di mercato. L’obiettivo è però quello di non tenere conto esclusivamente di questo dato, perché altrimenti il nuovo indice ibrido sarebbe soggetto in maniera eccessiva alle fluttuazioni finanziarie.

Ecco perché il nuovo tasso viene chiamato ibrido, perché da una parte è legato all’andamento del mercato e dall’altra ad elementi nuovi, che possano dare ad esso una certa stabilità. Si calcola che gli algoritmi utilizzati per la messa a punto dell’indice ibrido dovrebbero essere pronti già alla fine del 2018. Tuttavia i tempi per un’applicazione concreta saranno molto più lunghi: si tratterebbe di circa due anni, in modo che nel frattempo arrivino a scadere i contratti, tra cui i mutui, che si rifanno all’Euribor.

Gli effetti del tasso ibrido dopo l’Euribor

Il nuovo tasso ibrido che sostituirà l’Euribor non mancherà di avere degli effetti sui prodotti finanziari. Potranno essere influenzati i mutui stipulati tra privati e tra società, i prestiti alle imprese e le obbligazioni con cedola variabile. Potrà accadere che i tassi subiranno più fluttuazioni in seguito all’operato delle banche, che probabilmente vorranno mantenere basso il costo dei finanziamenti interbancari.

Tutto questo comporta una maggiore attenzione da parte di chi vuole stipulare un mutuo a tasso variabile, perché questi con il passare del tempo, proprio con l’entrata in vigore dell’ibrido, potrebbero diventare più costosi. Non è detto che questi effetti si verificheranno concretamente a breve tempo. Tuttavia è logico che chi vuole accedere ad un mutuo anche nei prossimi mesi dovrà tenere conto di questa sostituzione dell’Euribor.

Un altro fattore da tenere in considerazione, per prevedere un possibile rialzo dei tassi variabili, consiste nel fatto che siamo in una fase in cui i tassi si trovano ai minimi storici. È chiaro quindi che in questa situazione presto i costi potranno subire un aumento anche per le eventuali pressioni da parte del sistema bancario, che mira a sbloccare questo dato di fatto.

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