Acquisto prima casa: in cosa consistono le spese accessorie

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Quando si compra la prima casa, oltre a dover pagare il prezzo d’acquisto, è necessario aggiungere quelle che sono chiamate “spese accessorie” che possono avere anche una certa incidenza sui costi complessivi da sostenere. Dunque, quando si pensa di voler compare un immobile, è bene conoscere questi extra che si dovranno pagare per quantificare esattamente l’investimento massimo che si potrà sostenere.

Queste spese accessorie sono riassumibili in quattro categorie distinte: imposte, onorario del notaio, provvigione dell’agenzia immobiliare e finanziamento.

Di questi, solo i costi dell’agenzia possono essere anche a carico di chi vende. Tutto il resto dovrà essere pagato da chi compra l’immobile. Vediamo allora in dettaglio ciascuna delle voci appena menzionate, così da poter avere un quadro chiaro dell’ammontare complessivo di tali spese.

Le imposte

Per acquistare una prima casa da un privato, le imposte da pagare sono le seguenti:

  • 2% del valore catastale come imposta di registro, con un minimo di 1.000 euro
  • 50 euro di imposta ipotecaria
  • 50 euro di imposta catastale

Se il venditore è un’impresa, i costi per una prima casa sono i seguenti:

  • IVA agevolata al 4%
  • 200 euro di imposta ipotecaria
  • 200 euro di imposta catastale

Tuttavia, in questo secondo caso, se l’immobile ha più di 5 anni, il costruttore può scegliere se far pagare l’IVA agevolata o l’imposta di registro di 200 euro.

Le spese notarili

Qui, trattandosi dell’onorario di un professionista, non esiste una voce di spesa fissa anche se parte del compenso che percepirà sarà gravato da una serie di tasse. Il modo migliore per scegliere il notaio è quello di richiedere più preventivi e verificare quale sia il migliore.

L’agenzia immobiliare

Se l’immobile è stato acquistato grazie all’intermediazione di un’agenzia immobiliare, sarà necessario pagare la provvigione. Solitamente si aggira tra il 2-4% dell’immobile ma in molti casi è trattabile. In alcuni casi, se l’immobile è di piccole dimensioni, è possibile che l’agenzia immobiliare chieda un compenso fisso. L’intermediazione deve essere pagata sia da chi compra e sia da chi vende.

Le spese accessorie del finanziamento

Per poter acquistare un immobile, spesso può essere necessario accendere un muto in banca. Il mutuo, però, non è gratis e prevede dei costi ben precisi. Costi che sono detratti dall’importo che la banca erogherà. Non c’è un importo fisso, tuttavia questi costi si aggirano tra lo 0,50% e l’1% del valore dell’importo del muto.

Le spese di accensione di un mutuo non riguardano i costi degli interessi che le persone dovranno pagare negli anni.

Tra le spese per l’accensione del mutuo ci sono le imposte statali che per la prima casa valgono lo 0,25% del valore del muto stesso. Ci sono poi le spese della perizia svolta dal perito della banca che verificherà l’immobile. Incluse nelle spese anche i costi della polizza che viene stipulata per tutelare le banche da eventuali danni all’immobile. Infine, troviamo delle spese di gestione ed eventualmente volte alla redazione di alcuni documenti che possono prevedere costi come le marche da bollo.

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