Crediti ristrutturati: cosa sono e la normativa

crediti ristrutturati

Per comprendere cosa sono i crediti ristrutturati, bisogna capire che cosa succede nel rapporto tra le parti costituite da creditore e debitore, quando si raggiunge una situazione di difficoltà economica che non permette al debitore di far fronte al debito che ha contratto. Quando ci si espone alla richiesta di un finanziamento, non si possono prevedere eventuali difficoltà che possono subentrare nel corso del tempo e che mettono nella condizione di non rispettare i tempi di scadenza previsti per la restituzione delle somme di denaro ricevuto. Per questo il debitore può tentare di mettersi d’accordo con il creditore, per raggiungere un accordo.

Le possibilità in questo senso sono tante: si può spostare avanti nel tempo la scadenza del rimborso, si può rimodulare il tasso di interesse oppure si può strutturare un piano di rientro, stabilendo delle rate per permettere al debitore di restituire pian piano il denaro preso in prestito. Proprio in questo senso, secondo la definizione, si parla di crediti ristrutturati. Ma vediamo più precisamente di cosa si tratta, qual è il loro significato e cosa sono.

Crediti ristrutturati: cosa sono

Il credito ristrutturato naturalmente indica una difficoltà nel restituire la somma ricevuta in prestito. Tuttavia non può essere classificato come un’operazione di sofferenza, anche perché la banca stessa che dà il consenso per un piano di rientro tramite il credito ristrutturato è direttamente coinvolta nell’operazione.

Infatti la banca che concede le esposizioni ristrutturate deve aspettare almeno due anni per verificare se attraverso questi crediti il debitore riesce a restituire tutta la somma di denaro ricevuta e quindi ad estinguere il debito. Bisogna però tenere conto anche di ciò che stabilisce la normativa.

Secondo le disposizioni di legge, se si verifica una nuova insolvenza che superi i 30 giorni, la posizione del debito deve essere registrata come sofferenza per l’istituto di credito.

Crediti ristrutturati: da cosa sono stati sostituiti

I crediti ristrutturati sono rimasti uno strumento utilizzato almeno fino all’applicazione del regolamento dell’Unione Europea 227 del 2015. Infatti, con il recepimento della nuova legge, la Banca d’Italia ha previsto una nuova classificazione, abrogando la definizione di crediti ristrutturati e sostituendola con altre nozioni.

In particolare si tratta di esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze. Assistiamo quindi all’introduzione dei cosiddetti crediti deteriorati, con i quali si intendono le disposizioni scadute o che sono sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una determinata soglia prestabilita.

Anche questi crediti deteriorati sono diversi dai crediti in sofferenza, che rappresentano la categoria più grave per la banca. Infatti questi ultimi indicano il fatto che l’istituto bancario ha dei soggetti debitori che si trovano in uno stato di insolvenza e nei confronti dei quali non valgono nemmeno le eventuali previsioni di perdita elaborate dalla banca stessa.

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