Organismo di composizione della crisi: ruolo e funzioni

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L’Organismo di composizione della crisi (OCC) è stato introdotto con il DM 202 del 24 settembre 2014. Si tratta di istituzioni che possono essere costituite anche da enti pubblici, come Comuni, Province, Regioni, Città metropolitane, Università oppure da organismi di conciliazione che si trovano presso le Camere di Commercio, da ordini di avvocati e commercialisti o notai. Interviene nei casi della cosiddetta composizione della crisi da sovraindebitamento. Quest’ultima è una procedura che possono richiedere i piccoli imprenditori, i professionisti e i privati o i soggetti a cui non è possibile applicare la legge fallimentare.

Cos’è la crisi da sovraindebitamento

La definizione di crisi da sovraindebitamento ci aiuta a capire anche il suo significato. Si tratta di un fenomeno che è in esponenziale aumento sia in Italia che in tutta Europa. Si verifica quando il debito risulta maggiore del reddito disponibile, per cui chi ha contratto il debito si trova nell’impossibilità di pagarlo. A tale situazione si può arrivare anche a causa di fatti specifici, come la perdita del lavoro, il protrarsi di una malattia o la riduzione dello stipendio.

Con l’introduzione della legge sul sovraindebitamento, i privati o le imprese possono accedere alla procedura della composizione della crisi attraverso il ricorso agli organismi di composizione.

Cosa fa l’Organismo di composizione della crisi

L’Organismo di composizione della crisi interviene in questi casi e ha il compito di assistere il debitore per l’elaborazione di un piano di ristrutturazione, per mettersi d’accordo con i creditori. Si occupa di verificare i dati dell’accordo e la correttezza della documentazione. Fa da vero e proprio tramite tra il debitore e i creditori e inoltre porta avanti tutte le formalità che sono ordinate dal giudice.

Attraverso il ricorso per sovraindebitamento all’Organismo di composizione, il debitore ha anche la possibilità di evitare che il debito diventi esecutivo e quindi può evitare di arrivare al pignoramento degli immobili di sua proprietà. Basta semplicemente scegliere un Organismo tra quelli presenti nell’elenco ufficiale pubblicato dal Ministero della Giustizia e dare un incarico ad esso in modo che possa intervenire tempestivamente.

L’Organismo di composizione comunica entro 10 giorni l’accettazione della nomina tramite PEC. Poi sottoscrive una dichiarazione che va inviata al tribunale e al debitore viene comunicato il nome del gestore del suo momento di crisi e della sua istanza di sovraindebitamento. In questo modo può disporre di un modo per ricevere un aiuto per una bonaria composizione del suo debito.

Chi può richiedere la composizione della crisi

Possono rivolgersi agli Organismi di composizione della crisi, per ottenere dei vantaggi, le seguenti categorie di soggetti:

  • imprenditori che hanno cessato l’attività da più di un anno;
  • enti privati non commerciali;
  • imprenditori agricoli;
  • start-up innovative;
  • consumatori (se non hanno niente a che fare con l’attività imprenditoriale o professionale).

Non rientrano in queste categorie i debitori soggetti al fallimento e quindi gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale. L’unica eccezione può essere rappresentata dagli imprenditori commerciali che hanno determinati requisiti economici. Devono dimostrare di non aver superato 30.000 euro di patrimonio attivo nei 3 anni precedenti, di aver realizzato in 3 anni ricavi lordi complessivi inferiori a 200.000 euro e di avere debiti inferiori a 500.000 euro.

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