Poveri ma belli: il prestito per la chirurgia estetica

Pubblicato il 31 gennaio 2012

Non è una novità che gli italiani tengano molto all’estetica, tanto da esserne propriamente ossessionati. Ultimamente, però, la nuova tendenza del ricorso alla chirurgia estetica con una certa disinvoltura sta sfociando in un fenomeno dai contorni tutti da chiarire: sono sempre di più gli italiani che infatti ricorrono a un prestito per potersi permettere un intervento di chirurgia estetica. Si va dalla rinoplastica (il rifacimento del naso) ai trapianti di capelli, dalla mastoplastica additiva (l’ingrandimento del seno) alla liposuzione.

Dalle statistiche condotte di recente risulta che l’importo medio richiesto a questo scopo è di 9200 euro, che vengono poi rimborsati mediamente in 5 anni.

Sorprendentemente, la maggior parte delle richieste di prestiti a questo scopo viene effettuata da uomini (56%), mentre le donne si fermano al 44%. Va però considerato che solitamente le donne richiedono meno prestiti degli uomini, e non è dato sapere se gli uomini che richiedono il prestito lo richiedano per sé o per consorti. A richiederli, comunque, sono persone che si attestano nella fascia d’età dai quarantenni in su, prevalentemente lavoratori dipendenti (solo il 12% sono infatti i liberi professionisti) e gli importi sono abbastanza elevati.

Insomma, se il prestito per togliersi lo sfizio una volta era rappresentato dalla vacanza, oggi si aggiunge anche quello per piacersi di più. Insomma, “poveri ma belli” sembra essere una buona consolazione…

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