Costo del denaro in aumento dalla Bce: gli effetti su prestiti personali e mutui

La notizia era già nell’aria da qualche tempo: da più di un anno ormai (e per l’esattezza dal maggio del 2009) il costo del denaro in Europa era fermo all’1%, e il presidente della BCE Jean Claude Trichet aveva paventato che era tempo di un aumento. Ora l’entità dell’aumento è stata ipotizzata allo 0,25%, un rialzo significativo che non mancherà di avere ripercussioni sui mercati, già vittima dell’inflazione dovuta alla crisi economica, ma soprattutto su mutui e prestiti personali.

I mutui

I mutui a tasso variabile sono i diretti interessati dal tasso del costo del denaro: più di tutti gli altri prodotti finanziari, i mutui a tasso variabile subiranno l’effetto della decisione della Banca Centrale Europea, ma non andrà molto meglio a chi opterà per un mutuo a tasso fisso nei prossimi mesi: l’indice Irs, a cui i mutui a tasso fisso sono collegati, ha già registrato un aumento appena è stata diffusa la notizia. Chi invece ha già un mutuo a tasso fisso può tirare un respiro di sollievo: nessun cambiamento influirà sul mutuo già esistente.

I prestiti personali

Ma anche i prestiti personali non sono immuni dal costo del denaro: questi finanziamenti sono largamente paragonabili ai mutui a tasso fisso: chi già ne ha acceso uno non subirà aumenti di rata, ma chi ne vuole accendere uno si ritroverà a pagare rimborsi più salati a parità di cifra richiesta.

Occhio dunque alle offerte di banche e società di credito: il consiglio è quello di leggere bene i fogli informativi dei prodotti e paragonare sempre prodotti simili per capire quanto effettivamente si andrà a spendere.

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