Credito al consumo: i finanziamenti che ne fanno parte

Ecco una semplice lista utile da tenere sotto mano o da stampare se si hanno dubbi sulle categorie di finanziamenti che rientrano nella macro area del credito al consumo, ovvero quel tipo di concessione di credito legata ad attività personali e non lavorative o finanziarie

– I prestiti personali, ovvero forme di finanziamento che possono o meno essere finalizzate ad uno specifico scopo (si va dai prestiti per gli studenti, a quelli per la cui richiesta non deve essere data alcuna giustificazione), con versamento dell’importo finanziato direttamente al richiedente e per le quali vi e’ una scadenza fissa e un numero prestabilito di rate. Talvolta viene data la possibilità di variare la rata, sospenderla o spostarla, e si possono trovare prestiti dove non e’ richiesto il pagamento delle spese di istruttoria. Fa fede ovviamente il contratto.

– I prestiti finalizzati (crediti collegati), ovvero i finanziamenti collegati ad un contratto di acquisto di un bene di consumo (auto, elettrodomestici, etc.) o di un servizio (corsi vari, palestra, vacanze, etc). In questo caso la finanziaria, spesso convenzionata col venditore, paga direttamente

quest’ultimo. Le rate sono prestabilite e la loro flessibilità dipende, come per i prestiti personali, esclusivamente dal contratto.

– Le aperture di credito rotativo (revolving), spesso appoggiate ad una carta magnetica (detta appunto “carta revolving”), tramite le quali si ottiene un fido che può variare a richiesta -come per il numero ed importo delle rate- e che viene “ricostruito” man mano che si effettuano i rimborsi.

– Le operazioni di cessione del quinto dello stipendio. Si tratta di prestiti personali riservati ai dipendenti (pubblici e privati) con delega di pagamento di una quota dello stipendio di massimo un quinto. Essi normalmente prevedono che il richiedente conferisca delega irrevocabile al

proprio datore di lavoro a trattenere dallo stipendio l’importo corrispondente alla rata del prestito che la banca -o la finanziaria- ha concesso. Le rate vengono quindi pagate direttamente dal datore di lavoro, con trattenuta sulla busta paga. Non sono rare le convenzioni tra banche -o

finanziarie- e grandi aziende o aziende pubbliche. La legge 80/2005, all.art.13 bis, ha esteso la possibilità di usufruire di tali forme di prestito anche ai pensionati pubblici e privati, per periodi non superiori ai 10 anni e garantiti da un’assicurazione sulla vita.

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