Finanziamenti: cresce la domanda ma banche ancora caute

C’è “fame di finanziamenti”: gli italiani vogliono spendere per le cose importanti, dalla casa all’auto. Ma le banche sono ancora caute a concedere prestiti. E’ quanto emerge dall’ultima analisi del Barometro Crif, che ha registrato anche a settembre una leggera ripresa della domanda di prestiti, +6%, che indica il secondo mese a segno positivo rispetto agli stessi periodi del 2011.

A fronte di questo aumento di domande, non c’è pari disponibilità da parte delle banche. Per finanziamenti infatti si intendono in particolare i prestiti personali, con i quali si possono chiedere di solito da un minimo di 5000 euro a un massimo di 30.000 euro rimborsabili di norma in tre anni. I prestiti personali, a differenza dei mutui, non si avvalgono di un’ipoteca sull’immobile a garanzia della restituzione del credito. A meno che non si abbiano garanzie forti quindi, come contratti di lavoro a tempo indeterminato, pensione o un fideiussore affidabile, gli istituti di credito sono ancora molto cauti a concedere finanziamenti per il rischio di non vederli rimborsati.

La titubanza delle banche si riflette in numeri, e in particolare con un -1,3 % dei prestiti bancari su base annua, che diventa un -0,4% nel mese precedente, stando al bollettino di settembre dell’Abi, l’associazione bancaria italiana.

In cifre però, c’è il segnale che gli italiani vogliono ripartire: +6% è l’aumento annuo nel mese di settembre della domanda di prestiti da parte delle famiglie .A questo si aggiunge un +1% di dato cumulativo relativo al terzo trimestre dell’anno. Dato che non si registrava dal 2008.

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