Interessi di mora: cosa sono e come evitarli

calcolo interessi di mora

Quando si sottoscrive un prestito o un mutuo, occorre valutare con attenzione le proprie capacità di rimborsarlo, dal momento che se non si riesce a pagare per tempo le rate la banca si tutela facendo scattare gli interessi di mora. Una voce, questa, a cui prestare molta attenzione al momento della stipula del contratto.
Gli interessi di mora, come dicevamo, sono la penale che il beneficiario di un finanziamento deve corrispondere in caso di ritardato o mancato pagamento di una o più rate. La percentuale degli interessi di mora viene stabilita nel piano di ammortamento del finanziamento, così come il termine entro il quale poter rientrare nei pagamenti (beneficio del termine) e riprendere a pagare con regolarità in base al piano di ammortamento stabilito.
Secondo quanto stabilito dall’articolo 116 del Testo Unico Bancario, le banche e gli intermediari finanziari devono rendere noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse, i prezzi e le altre condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti, “ivi compresi gli interessi di mora e le valute applicate per l’imputazione degli interessi”.
Secondo l’art. 40 del TUB,

“La banca può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centoottantesimo giorno dalla scadenza della rata”.

Se ne deduce che una rata pagata entro sei mesi dalla scadenza è semplicemente in ritardo e non autorizza la risoluzione del contratto (salvo che non si tratti della settima volta che si verifica un ritardo di oltre trenta giorni). La banca, quindi, può solo richiederne il pagamento con gli interessi di mora. Scaduto questo arco temporale, può invece scattare la decadenza del beneficio del termine e la banca può intimare il rimborso immediato dell’intero debito entro un determinato numero di giorni.
Gli interessi di mora, che hanno un carattere sanzionatorio e risarcitorio, vengono calcolati per ogni giorno successivo alla scadenza prevista e vengono applicati fino al momento del pagamento della rata.
Gli interessi di mora si sommano a quelli pattuiti con l’istituto che ha erogato il finanziamento, rispetto ai quali sono determinati in misura superiore tra i 2 ed i 4 punti percentuali. Esistono comunque delle soglie, fissate dalla Banca d’Italia, oltre le quali il tasso applicato è da considerarsi usurario.
Per calcolare gli interessi moratori bisogna applicare questa formula matematica: giorni di ritardo x Importo x Tasso % di mora / 36500
Se per esempio si accumulano 20 giorni di ritardo nel pagamento di una rata da 500 euro con un tasso di mora del 6%, l’importo sarà pari a 1,64 euro (20 x 500 x 6 / 36500)
Per evitare l’accumulo degli interessi di mora, il debitore può chiedere alla banca un piano di rientro nel debito, concordando tempistiche e modalità di pagamento (bonifico, bollettini, ecc.). Non è detto che la banca accetti. L’unico modo certo per evitarli, quindi, è valutare le proprie possibilità economiche prima di sottoscrivere il finanziamento, cercando di tenere presente la necessità di mantenere una piccola somma per le spese impreviste.

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