Mutui e ipoteca

L’ipoteca è tecnicamente un “diritto di garanzia del creditore”. In sostanza quando un privato accende un mutuo, mette l’ipoteca su un bene immobile a garanzia del pagamento. Teoricamente, in caso di mancata estinzione del debito nei tempi concordati, o in caso di insolvenza, il creditore può richiedere la vendita forzata del bene ipotecato, per recuperare la somma data in prestito.

Però attenzione: va sfatato il mito secondo il quale se non si pagano le rate del mutuo “La banca si prende la casa”. Non è proprio così e non vedrete il banchiere di turno entrare in casa vostra e prenderne possesso. Anche se i rischi a cui si va incontro sono comunque non piacevoli. Cerchiamo di capirne qualcosa di più.

In caso di insolvenza, l’istituto che eroga il credito e a cui si deve il denaro ottenuto in prestito, potrà chiedere alla magistratura di procedere alla vendita forzata del bene, per rientrare in possesso del denaro che gli spetta. Ma non potrà diventare proprietario dell’immobile.

Se si pagano regolarmente le rate invece, c’è di buono che si può vivere lo stesso nell’edificio ipotecato. Quindi se tutto fila liscio il cliente che ripaga il mutuo non si accorgerà quasi dell’esistenza di un’ipoteca pendente.

L’ipoteca è fornita del diritto di sequela, ovvero “segue” il bene su cui grava anche quando esso cambia proprietario. Si estingue automaticamente, dopo 20 anni. Se un mutuo è di durata maggiore, va rinnovata. Se si ha una casa, si può anche avviare un prestito ipotecario vitalizio: in pratica un finanziamento a lungo termine, assistito da ipoteca sulla casa di proprietà, come garanzia.

 

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