Nuove regole per l’erogazione dei prestiti: più tutela per i consumatori

Il primo giugno di quest’anno sono entrate in vigore le nuove regole per l’erogazione dei prestiti personali, contenute nel decreto legislativo 141/2010: le regole sono volte a fornire una maggiore trasparenza per gli utenti e fornire una maggiore tutela dal sistema bancario, che risulta oggi iper-protetto. Vediamo in breve di che si tratta…

Maggiori informazioni e più chiare

Il decreto stabilisce che gli istituti di credito mettano tutte le condizioni del prestito nero su bianco. Questo significa che, dopo aver valutato la situazione del richiedente il prestito, l’istituto che lo eroga dovrà redigere un documento che contenga tutte le clausole che costituiscono un obbligo per il cliente.

Il Taeg

Il Taeg (Tasso Effettivo Annuo Globale) è di fatto l’indicatore più attendibile del costo effettivo del prodotto finanziario offerto poiché include tutti i costi che dovrà sostenere il sottoscrittore, inclusi quelli di intermediazione. Peccato che, sin’ora, siano in pochi gli istituti erogatori che forniscano questo dato. Con il decreto 141, tutti i prodotti finanziari dovranno indicare il Taeg, in modo che sarà così possibile comparare in modo semplice diversi prodotti e stabilire con un colpo d’occhio qual’è il più conveniente.

Informazioni standardizzate a livello europeo

Un’altra disposizione importante introdotta dal decreto è l’adozione delle “Informazioni europee di base sul credito dei consumatori”, ovvero, non solo l’ente erogatore è tenuto a fornire in modo completamente gratuito le informazioni relative al prodotto, ma è anche tenuto a fornirle in maniera standardizzata, in modo da rendere più semplice e immediata la comparativa con i prodotti di altri istituti. In più, ogni potenziale cliente deve poter ottenere una copia del contratto da poter portare a casa, in modo da poter avere il tempo necessario per leggerne le varie parti e riflettere sull’offerta.

La recessione dal contratto

Un’altra novità di non poco conto è l’obbligo di informare il cliente che è possibile recedere dal contratto entro 14 giorni dalla sua stipula. Prima il diritto di recesso era molto più breve e previsto in casi limitati. Ora è un diritto di tutti.

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