Prestiti per studenti universitari: perché in Italia non decollano

prestiti per studenti universitari

Per molti ragazzi l’accesso agli studi di livello universitario è difficile, visti i costi elevati che spesso concernono non solo le tasse, ma anche le spese connesse al trasferimento in altra città. Recentemente in Italia sono apparsi (sebbene non siano mai decollati) i prestiti d’onore: cerchiamo allora di capire quali sono le caratteristiche di questi finanziamenti e perché il nostro Paese finora non ne ha usufruito in maniera più consistente.

Il prestito d’onore per studenti in breve

Alcuni istituti di credito convenzionati con delle Università italiane offrono un prodotto pensato appositamente per gli studenti: chi stipula questo tipo di contratto riceve annualmente una cifra che va a coprire la retta della scuola, del corso di specializzazione o della laurea magistrale, fino ad arrivare ad un importo massimo che si aggira attorno ai € 20.000 a seconda della banca che eroga il prestito. Una volta compiuti gli studi, nella versione italiana del prestito d’onore (invenzione statunitense) si possono ottenere fino a 2 anni di periodo di grazia in cui ancora non è necessario rimborsare alcunché e non si maturano interessi: questa fase serve proprio a permettere al neolaureato di entrare nel mondo del lavoro così da essere in grado di rimborsare il debito. A questo punto, iniziano le rate vere e proprie, esattamente come per qualsiasi altro prestito personale.

Prestiti per studenti in Italia: da quando esistono e perché non decollano

I prestiti d’onore dedicati agli studenti non sono in effetti molto comuni nel nostro Paese e infatti negli ultimi tempi sono stati erogati in media circa 600 finanziamenti all’anno. Unicredit è di certo l’istituto di credito più conosciuto a proporre un prestito del genere, ma non sono molte le banche che lo propongono. Vediamo cosa dice la legge al riguardo e perché l’Italia non ha ancora colto appieno la possibilità di accendere un finanziamento per i propri studi.

La legislazione

I prestiti d’onore sono stati legislati per la prima volta nel nostro Paese nel 1991, con l’art. 16 della legge 390, tuttavia, mancando il Decreto Ministeriale che avrebbe dovuto dare specifiche su garanzie e interessi, di fatto si trattò di una legge senza alcun esito pratico. Nuovi tentativi, stavolta più fortunati, sono stati fatti nel 2003, nel 2008 e nel 2010, quando sono state approvate diverse iniziative a favore dei giovani, tra cui “Diamogli Credito” e “Diamogli Futuro”, volte a dare garanzie statali alle banche che avrebbero erogato prestiti agli studenti universitari.

Le motivazioni del mancato successo

Nonostante il concetto di prestito d’onore per chi frequenta l’Università abbia del potenziale, nel nostro Paese stenta ancora a decollare. Le principali motivazioni che ritroviamo dietro questo trend sono tre.

Gli italiani non si indebitano
L’Italia non è un Paese particolarmente abituato a chiedere prestiti e finanziamenti. Gli ultimi dati ci dicono che il debito pro capite è di circa € 20.000, una cifra decisamente più bassa di quella di Paesi come Norvegia e Svizzera, in cui ogni abitante risulta avere debiti rispettivamente per oltre € 98.000 e € 143.000. Oltre a differenti visioni culturali, questi dati denotano ovviamente un’economia più favorevole per i Paesi più indebitati. Ciò vuol dire che nonostante le tasse universitarie italiane non siano affatto tra le più basse d’Europa, i nostri studenti preferiscono altre attività allo studio o comunque non richiedono un prestito nonostante proseguano la loro istruzione.

Le convenzioni Università-Banca sono limitate
Ogni Università stipula delle convenzioni con alcuni istituti di credito per concedere prestiti il più vantaggiosi possibili per i propri studenti. Il problema è che le banche, quando in accordo con gli istituti di formazione superiore, non riescono a fornire lo stesso prodotto per molte Università. La stessa Unicredit, ad esempio, risulta convenzionata solo con sei Atenei per il suo prestito Ad Honorem e tra questi nomi vi sono quelli di alcuni degli istituti più prestigiosi (ma anche più cari) del Paese.
Solo alcune tra le Banche più conosciute d’Italia forniscono effettivamente prestiti d’onore per studenti universitari, come Intesa San Paolo, Banca Sella, UBI Banca e Findomestic.

Le opportunità lavorative scarseggiano
A chiudere il circolo vizioso, come un cane che si morde la coda, concorre ovviamente la situazione lavorativa sfavorevole per i giovani. Sempre più giovani trovano difficoltà nel trovare una posizione lavorativa stabile, in regola e remunerativa entro due anni dalla laurea e questo non fa che scoraggiare ulteriormente la richiesta di prestiti d’onore.

I nostri partner

Istituti presenti su internet con offerte legate a prestiti e finanziamenti.
(L’elenco è indicativo e non esaustivo, non tutte le finanziarie hanno una relazione con Finanziamenti.it)

Triboo Media s.r.l. (società socio unico) - Viale Sarca 336 - Edificio 16, 20126 Milano (MI) Cap. Soc. 1.250.000,00 euro i.v. - P.IVA, C.F. e CCIAA di Milano IT06933670967 - REA MI-1924178 tel. +39 02 64741433 - fax +39 02 64741494 Società sottoposta alla direzione e coordinamento di Triboo Spa - all rights reserved - Viale Sarca 336, Edificio 16 - 20126 - MILANO (MI) - Capitale Sociale Euro 28.740.210,00 i.v. . P.IVA 02387250307 - codice fiscale e numero iscrizione al registro delle imprese CCIAA MI: 02387250307.
Managed by Leadoo S.r.l.