Prestiti personali, regna la cautela. Nel 2011 solo fino a 5mila euro

L’accesso ai prestiti – si sa – è più semplice quando l’importo da richiedere è di entità minore. E, in tempi di crisi, in molti hanno cercato di prendere quel che si poteva. Mentre i prestiti finalizzati, rispetto allo scorso anno, hanno fatto registrare una lieve ripresa, i prestiti personali sono rimasti al palo, e a marzo sono diminuiti del 3%.
Non solo: i prestiti richiesti si sono tutti concentrati su importi molto bassi, non superiori ai 5mila euro, segno della difficoltà delle famiglie a tirare avanti e della difficoltà nel restituire le somme, seppur basse che siano.

La cautela dei consumatori
La cautela, insomma, la fa da padrone, tanto che il trend della richiesta di indebitamento va di pari passo con la propensione alla spesa. E le previsioni non lasciano presagire nulla di buono: secondo l’Osservatorio del credito al dettaglio di Assofin, Crif e Prometeia, nei prossimi mesi del 2011 vi sarà una modesta crescita, pari al 2,6%, che potrà arrivare fino al 4,5% nel 2012. Una crescita ancora troppo lenta, nonostante la recente approvazione delle norme sulla trasparenza del decreto legge 141/2010, introdotte per generare maggiore fiducia nei consumatori.

Il decreto 141/2010
Il decreto 141/2010 aveva l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la facilità di confronto tra le diverse offerte attraverso un modello informativo standardizzato e una serie di diritti per il cliente, tra i quali quello di ottenere una copia del testo informativo sull’offerta. E, ancora, il diritto di recesso entro il quattordicesimo giorno dalla stipula (prima erano 10 giorni) senza il pagamento di commissioni o indennizzi, oltre alla facoltà di rimborso anticipato del debito residuo senza spese per importi inferiori ai 10mila euro.

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