Prestiti senza busta paga: quali garanzie in alternativa?

garanzie per prestiti senza busta paga

Al giorno d’oggi, sono molte le categorie di persone che, purtroppo, non dispongono di un reddito fisso ma, allo stesso tempo, necessitano di un prestito per un acquisto urgente. In effetti, già chi non è dipendente o pensionato ha molte più difficoltà ad ottenere liquidità, ma se dimostra che la propria attività da libero professionista assicura entrate costanti, è possibile vedersi concesso il finanziamento anche presentando il modello Unico, ovvero la dichiarazione dei redditi dei possessori di partita IVA. A parte questa eventualità, vi sono altre categorie che possono trovarsi nella stessa condizione: parliamo di casalinghe, studenti e lavoratori con contratti atipici. Anche in questi casi è possibile ottenere un piccolo finanziamento, generalmente dell’ordine di poche migliaia di euro o finalizzato all’acquisto a rate di un bene non troppo costoso; è altresì chiaro, però, che sono necessarie garanzie alternative e che, trattandosi di operazioni rischiose per la banca, i tassi di interesse e le coperture assicurative sono piuttosto onerosi. Vediamo insieme quali sono le soluzioni migliori.

L’alternativa più solida: la fideiussione

La migliore garanzia dopo la busta paga è senza dubbio la presenza di un garante, chiamato infatti fideiussore. Questa terza persona si impegna a pagare al posto del richiedente nel caso quest’ultimo non potesse più rimborsare il suo debito. Appare evidente come il garante non possa risultare un cattivo pagatore e debba quindi avere una buona valutazione creditizia. Se vi sono i criteri per procedere, questa è l’alternativa che permette di ottenere quantità di denaro un po’ più consistenti.

Il prestito cambializzato

Un’altra possibile forma di prestito senza busta paga è quella del prestito cambializzato. Come si evince dal nome, in questo caso il rimborso delle rate avviene tramite cambiali, cioè “promesse” di pagamento entro una data stabilita; se il versamento non dovesse avvenire, la Banca è autorizzata a pignorare beni pari al valore della rata. Proprio per il dispendio di tempo che il pignoramento comporta, tale tipologia di finanziamento non è molto comune.

L’ipoteca e il pegno

L’ipoteca sulla casa, oltre che per la richiesta di un mutuo, può essere aperta anche nel caso di un prestito in mancanza di garanzie alternative. Chi ha più di 65 anni, inoltre, può richiedere il prestito vitalizio ipotecario. Il problema può però insorgere dal momento che l’ipoteca sarebbe probabilmente parziale, visto che l’entità del prestito è di certo contenuta: se la banca dovesse quindi ricorrere al pignoramento si troverebbe in difficoltà.
Si può decidere anche di impegnare un oggetto di valore, che la banca prenderà nel caso in cui non si riesca a rimborsare il debito.

La rendita

Un’ultima alternativa può essere la possibilità di presentare la rendita costante. Essa può derivare da immobili in affitto, investimenti o assegni di mantenimento. È ovvio poi che si dovrà provare di poter percepire questa somma per tutta la durata del piano di ammortamento.

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