Prestiti tra coniugi: cosa succede in caso di separazione e divorzio

prestiti tra coniugi

Ricorrere a prestiti tra familiari o amici è, oggi, una prassi sempre più frequente e permette di far fronte a piccole difficoltà economiche senza doversi impegnare con una banca. Anche se non si tratta di prestiti ufficiali, come quelli bancari, le parti possono provvedere a formalizzarli anche attraverso una scrittura privata. La legge, tuttavia, tutela queste forme di assistenza economica familiare, secondo quanto scritto all’interno dell’art 1813 cc. per il mutuo. Legge che permette di evitare che questi prestiti possano essere visti come donazioni o che il concedente possa maturare interessi.

Prestiti tra coniugi: come funzionano

La forma più comune di questi sostegni economici familiari sono i prestiti tra coniugi. La loro definizione è molto banale in quanto si tratta di un prestito di uno dei due coniugi a supporto dell’altro. Questa forma di prestito è ammessa dalla legge, tuttavia non prevede il diritto alla restituzione in quanto non viene in alcun modo riconosciuto come un canonico finanziamento. Il prestito tra coniugi, infatti, è visto dalla giurisprudenza come una modalità di sostegno reciproca o di mutuo soccorso che è uno dei baricentri del rapporto tra coniugi. Questo dettaglio è molto importante per comprendere cosa possa succedere in caso i coniugi arrivino a separarsi.

Prestiti tra coniugi: come succede in caso di separazione

La risposta è: “assolutamente nulla”. In caso di separazione, quindi, la parte che ha prestato i soldi non ne potrà richiedere la restituzione, che potrà avvenire solamente su base volontaria, più che per un dovere morale che legale.

Lo scenario, però, è differente, in caso di accordo scritto in cui la parte ricevente si era impegnata alla restituzione di una certa somma di denaro. In caso di separazione ed in presenza di un accordo scritto, le somme prestate dovranno essere restituite in quanto si tratterebbe di un contratto di mutuo gratuito valido ed efficace.

Non rientrano negli oneri di reciproca assistenza le somme di denaro del proprio patrimonio personale utilizzate per sostenere spese relative al patrimonio comune. In questo caso, nell’eventualità che si arrivi alla separazione, fa fede quanto disposto dall’art 192, 3° comma, cc che consente ad uno dei due coniugi di richiedere la restituzione delle somme personali utilizzate per sostenere le spese del patrimonio comune.

In caso di semplice supporto tra le parti, dunque, chi ha prestato i soldi potrebbe non vederseli tornare indietro in caso di separazione. Nel caso di accordi scritti o di utilizzo del patrimonio personale per investimenti nel patrimonio comune, se ci si separa è possibile richiedere indietro i soldi eventualmente prestati.

I nostri partner

Istituti presenti su internet con offerte legate a prestiti e finanziamenti.
(L’elenco è indicativo e non esaustivo, non tutte le finanziarie hanno una relazione con Finanziamenti.it)

Triboo Media s.r.l. (società socio unico) - Viale Sarca 336 - Edificio 16, 20126 Milano (MI) Cap. Soc. 1.250.000,00 euro i.v. - P.IVA, C.F. e CCIAA di Milano IT06933670967 - REA MI-1924178 tel. +39 02 64741433 - fax +39 02 64741494 Società sottoposta alla direzione e coordinamento di Triboo Spa - all rights reserved - Viale Sarca 336, Edificio 16 - 20126 - MILANO (MI) - Capitale Sociale Euro 28.740.210,00 i.v. . P.IVA 02387250307 - codice fiscale e numero iscrizione al registro delle imprese CCIAA MI: 02387250307.
Managed by Leadoo S.r.l.