Prestito ipotecario: come funziona e perché non conviene

prestito ipotecario

Il prestito ipotecario è una particolare forma di finanziamento che può essere concesso solamente a tutti i cittadini che abbiano compiuto almeno 60 anni di età e che dispongono di un immobile di proprietà da mettere in garanzia non gravato da altre ipoteche. Cerchiamo di capirne meglio il funzionamento e di comprendere, dunque, perché è una forma sconsigliabile di finanziamento.

Prestito ipotecario, come funziona

Gli immobili validi come garanzia devono essere facilmente commercializzabili, prime case e residenziali. Non vanno bene immobili posseduti da società o da altre forme di persone giuridiche. Per poter ottenere un prestito ipotecario sarà necessaria l’iscrizione di un’ipoteca di primo grado sull’immobile. Il finanziamento copre tutto l’arco della vita di chi lo sottoscrive e dell’eventuale coniuge. Finanziamento valido anche per i conviventi a patto che vivano insieme da più di 5 anni.La casa data come garanzia andrà sempre mantenuta in buono stato. In caso contrario, il finanziatore può chiedere la restituzione immediata del prestito o la messa in vendita dell’immobile.

Trattandosi di un prestito vitalizio, alla morte del richiedente, spetterà agli eredi pagare. Nello specifico, gli eredi avranno 12 mesi per pensare cosa fare. Possono, infatti, saldare il debito e tenersi l’immobile, oppure vendere l’immobile per saldare il prestito.

L’ammontare del prestito varia a seconda dell’età del richiedente. Chi ha appena superato la soglia dei 60 anni, età minima per richiedere il prestito ipotecario, potrà incassare una cifra vicina al 15-20% dell’immobile. Chi, invece, avesse superato quota 90 anni potrà richiedere anche oltre il 50% del valore dell’immobile. I tassi d’interesse possono essere fissi o variabili ma la somma da restituire non può superare il valore commerciale dell’immobile dato in garanzia.

Prestito ipotecario, perché non conviene

La crescita del debito può arrivare a coprire l’intero valore dell’immobile, soprattutto nel caso il richiedente dovesse vivere molto a lungo. Un problema non da poco visto che, alla morte del richiedente, gli eredi costretti a vendere l’immobile potrebbero trovare difficoltà a venderlo a prezzo pieno. Anzi, in mancanza di acquirenti, gli eredi potrebbero trovarsi costretti a dover svalutare l’immobile pur di poterlo vendere.

Per tutta la durata del prestito, inoltre, l’immobile dato in garanzia non può essere toccato, nemmeno messo in affitto per ottenere una piccola entrata.

La crescita esponenziale del debito in caso di lunga vita del richiedente del prestito e la difficoltà di vendita dell’immobile sono elementi molto critici che rendono poco convivente questa forma di finanziamento. Alternativa con meno rischi per tutti gli anziani in cerca di un finanziamento è la vendita della nuda proprietà dell’immobile che garantisce anche somme più elevate a prescinderà dell’età delle persone.

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