Segnalazione CRIF errata: come richiedere il risarcimento

Soprattutto a causa della recente crisi economica, sono aumentati sensibilmente i contenziosi tra le banche ed i clienti. Tra le forme di contenzioso che sono aumentate di più ci sono quelle legate all’illegittima segnalazione dei clienti nei sistemi di valutazione del merito creditizio con il conseguente obbligo risarcitorio per queste azioni compiute illecitamente.
Per le persone è molto importante non finire in queste liste che identificano i soggetti come cattivi pagatori con la conseguenza che l’accesso al credito diventa molto difficile (se non impossibile). Un problema non solo per le persone fisiche ma anche per le aziende.

Segnalazione CRIF errata: i casi tipici

Solitamente i casi di illegittima segnalazione ai sistemi di valutazione del merito creditizio possono dividersi in tre tipologie. La prima fa riferimento alla mancata ricezione del preavviso di pagamento. L’invio tramite posta ordinaria, infatti, non è sufficiente ad assolvere l’onere probatorio qualora il cliente contesti la ricezione del preavviso. Lo strumento valido è solamente la canonica raccomandata con ricevuta di ritorno. La segnalazione è importante in quanto permette ai clienti di poter intervenire prima della segnalazione di morosità. Tale preavviso certificato deve pervenire al cliente almeno 15 giorni prima dell’inserimento del suo nome nella Centrale dei Rischi.

Altro motivo di illegittima segnalazione è l’errata valutazione del quadro patrimoniale del soggetto segnalato. Prima di inserire la segnalazione, la banca deve esaminare con attenzione la situazione finanziaria complessiva del cliente moroso, non potendo agire solo per un ritardo di modesta entità del pagamento del debito. Il credito può essere considerato in sofferenza solo quando sia vantato nei confronti di soggetti che si trovano in uno stato di insolvenza o situazioni analoghe. La banca deve quindi valutare attentamente la posizione del cliente, pena la condanna ad un risarcimento per danni.

La terza causa che porta spesso a segnalazioni illegittime è il mancato aggiornamento della segnalazione dopo un sopravvenuto accordo transattivo o dopo la riduzione del credito accertata giudizialmente. Un caso che prevede, dunque, una iniziale segnalazione legittima che però non è stata poi modificata/eliminata a seguito di un accordo transattivo.

Segnalazione CRIF errata: ottenere i risarcimenti

Una volta accertata l’illegittima segnalazione da parte delle banche creditizie, la giurisprudenza afferma che il danno non sia automaticamente riconosciuto in quanto il danneggiato dovrà, comunque, dimostrare il pregiudizio subito. Tra le prove richieste, per esempio, la dimostrazione che una banca o una finanziaria rifiuti l’accesso al credito a seguito dell’illegittima iscrizione alla Centrale dei Rischi del soggetto.

Le persone dovranno anche produrre, in giudizio, tutta l’eventuale documentazione comprovante l’impossibilità di accedere al finanziamento. Non sempre, però, è facile ottenere questa documentazione. Il soggetto interessato dovrà quindi chiedere alla banca esplicitamente il suo dossier con le valutazioni sul suo merito creditizio.

Le imprese, inoltre, potranno dimostrare anche come il mancato accesso al credito abbia penalizzato il loro business pregiudicando il loro giro d’affari. Per poter essere utilizzato come prova, gli imprenditori dovranno richiedere una perizia che attesti il danno e quantifichi l’entità del risarcimento.

L’illegittima segnalazione al CRIF può portare anche a danni non patrimoniali legati, per esempio, al danno della propria reputazione personale e commerciale.

La quantificazione del danno spetta comunque al Giudice che effettuerà la sua valutazione caso per caso.
Tutti gli interessati a voler accertare l’illegittimità di una segnalazione ad una banca dati di merito creditizio per poi procedere alla richiesta di un risarcimento danni possono ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario che ha il vantaggio di costare poco e di agire in tempi rapidi, oppure di scegliere il giudizio civile che però presenta tempi più lunghi e costi maggiori anche se l’istruttoria avviene in maniera più approfondita.

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