Tassi di interessi: quando diventano usurai e come reagire

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Ogni servizio bancario ha i suoi costi, a seconda dell’importo gestito e del periodo di ammortamento. Tuttavia, vi sono alcuni casi in cui gli interessi diventano davvero troppo alti, a tal punto da poter essere definiti usurai. La legge 108/96, modificata poi dal decreto legge 70/2011, sancisce infatti che gli istituti bancari incorrono nel reato di usura se impongono tassi di interesse più elevati di un certo valore, che è stabilito ogni tre mesi dal Ministero del Tesoro. A partire dal tasso medio proposto dalle diverse banche, si può calcolare il valore soglia dei tassi: basta aggiungere il 25% e 4 punti percentuali. C’è poi da dire che il limite legalmente accettabile non può comunque essere più alto di otto punti percentuali rispetto al tasso medio. Cerchiamo allora di capire in maniera più approfondita qual è il confine tra un tasso particolarmente alto e la vera e propria usura e come viene calcolato.

Come viene rilevato il tasso d’usura

La Banca d’Italia rileva su base trimestrale il TEGM, ossia il Tasso Effettivo Globale Medio, calcola cioè la media dei TAEG applicati dai diversi istituti bancari. Se il costo del finanziamento che si sta per sottoscrivere o che si sta già rimborsando supera tale valore di un quarto più altri quattro punti percentuali, vuol dire che si sta subendo usura. Detto in altre parole, la formula per calcolare il limite massimo del tasso d’interesse sui vari tipi di finanziamento è:

(TEGM + 25%) + 4
Ad esempio, se il TEGM del terzo trimestre 2017 per un mutuo a tasso fisso è 2.79%, basterà aggiungere il 25% a tale valore e altri quattro punti percentuali per ottenere il limite da non superare. Quindi avremo:
2.79 + 25% = 3,4875
3,4875 + 4 = 7,4875 % (cioè il valore massimo consentito dalla legge per gli interessi)

Ricordiamo che nel TAEG sono compresi sia il tasso annuo nominale (TAN) che i costi accessori per l’accensione del prestito o del mutuo; secondo molteplici sentenze della Cassazione, poi, anche gli interessi di mora, quelli che cioè maturano in seguito al mancato pagamento di una o più rate, contribuiscono al raggiungimento del tasso d’usura. Non c’è bisogno di incorrere concretamente nella mora, ma sarà sufficiente leggere il proprio contratto per capire se la somma di TAEG, interessi di mora, penali e costi accessori supera il valore consentito.

DIfferenza tra tasso d’usura preventivo e sopravvenuto

La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito un altro importante dubbio: non è solo alla stipula del contratto che si può incorrere nell’usura, ma è anche durante l’ammortamento vero e proprio. Si parla infatti di usura originaria o preventiva e di usura sopravvenuta. Nel primo caso, il tasso applicato per l’accensione di un mutuo o di un prestito supera il valore soglia sin dall’inizio; mentre si parla di usura sopravvenuta quando alla stipula del contratto il tasso di interesse risulta a norma, ma oltrepassa il limite consentito negli anni successivi, magari a causa del mutamento delle condizioni economiche. Ad esempio, il TEGM di un mutuo a tasso fisso, pochi anni fa, era di oltre il 10%; attualmente invece, visto che questo tipo di finanziamento è in genere concesso ad un tasso molto minore, il valore massimo consentito si aggira intorno al 7%. Chi ha acceso un mutuo anni fa ad un tasso complessivo dell’8% sta ora subendo quindi un tasso usuraio.

Come agire se il tasso d’interesse del proprio finanziamento è usuraio

Se, dopo aver effettuato i calcoli, ci si è accorti che il tasso applicato al mutuo o al prestito sottoscritto è oltre il massimo legale, possiamo inviare un reclamo alla nostra banca. Nel caso non si avesse successo, ci si può rivolgere all’ABF, ovvero l’Arbitro Bancario e Finanziario, oppure si può decidere di intraprendere le vie legali e sottoporre l’istituto ad una perizia econometrica.
In caso di comprovazione dell’esistenza di usura, gli interessi del proprio finanziamento possono venire addirittura azzerati per tutto il resto del piano di ammortamento (se si tratta di usura preventiva) o quantomeno riportati al di sotto dei tassi soglia (ciò accade se, al contrario, l’usura è sopravvenuta).

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