Tasso nominale: differenze con quello effettivo

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Valutare un investimento non è sempre facile se non si mastica correttamente la lingua dei contratti bancari. In particolare, spesso è difficile valutare con precisione quanto un investimento potrà realmente rendere. Infatti, spesso e volentieri non è sufficiente limitarsi a cercare il tasso d’interesse pubblicizzato in quanto è importante scavare ulteriormente all’interno del contratto in quanto c’è una grande differenze tra il tasso di interesse nominale e quello reale.

Tasso nominale ed effettivo: le differenze

Spesso le persone si fermano al dato generico del tasso d’interesse applicato all’investimento che però è poco indicativo sull’effettivo rendimento. Questo tasso di interesse è definito nominale in quanto è molto differente dal tasso d’interesse effettivo o reale in quanto non tiene conto dell’inflazione.

Banalmente il tasso nominale è quello riportato genericamente tra i dettagli di un investimento ma non esprime mai il reale rendimento.

Il tasso d’interesse reale è quindi molto più importante ed è uguale al tasso nominale meno il tasso d’inflazione. Per spiegare meglio le differenze basta un semplice esempio. Ipotizzando di investire 1000 euro ad un tasso nominale dell’1,5%. Questo comporterà un interesse annuo di 15 euro. Per conoscere il tasso reale sarà, però, necessario conoscere il tasso d’inflazione dello stesso periodo.

Se il tasso d’inflazione è stato paro all’1,5%, il tasso reale è zero. Questo significa che in un anno, il rendimento dell’investimento è stato pari a zero. Per avere un vero rendimento in un investimento, è dunque necessario che il tasso nominale sia sempre superiore al tasso d’inflazione. In caso contrario, l’investimento non produrrà vantaggi.

Il tasso di interesse effettivo o reale informa di quanto è effettivamente cresciuto il capitale investito.

Un investimento, per essere tale, deve portare dei vantaggi ed è per questo che è importante valutare con attenzione il contratto e soprattutto conoscere ulteriori dettagli come il tasso d’inflazione. Il capitale deve aumentare con il tempo e permettere alle persone un maggiore potere d’acquisto o quanto meno il capitale, alla fine dell’investimento, deve mantenere il suo precedente potere d’acquisto.

Per valutare la bontà di un investimento, dunque, è fondamentale calcolare il valore del tasso d’interesse reale. Tale valore deve essere almeno pari a zero per proteggere il valore del capitale. In caso contrario l’investimento è da evitare.

Proprio per questo, quando si deve valutare un investimento è sempre bene studiare con attenzione quanto proposto da una banca, magari confrontando queste proposte con quelle di ulteriori istituti di credito per trovare la migliore soluzione che possa garantire il miglior rendimento.

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