Social Lending: il futuro del settore prestiti?

In un contesto economico nel quale le parole d’ordine sono risparmiare, ottimizzare, cogliere le opportunità migliori, nascono sempre più di frequente applicazioni volte a supportare le scelte degli utenti nei più svariati campi della quotidianità.
Sull’onda del successo di Creamfinance, start up lettone arrivata in meno di 5 anni a ricavare oltre 11 milioni di euro, aumenta in modo esponenziale il fenomeno del Social Lending, un meccanismo di prestito tra privati che, grazie ad una piattaforma web, permette di mettere in contatto chi dispone di capitali e chi invece ha bisogno di un prestito. La novità di tale sistema sta tutta nella eliminazione dell’intermediario. Il tasso di interesse pagato dai richiedenti poi è puro, in quanto non viene applicato alcuno spread. In tal modo, sia il richiedente il prestito sia il soggetto erogatore avranno condizioni economiche migliori.
Il successo del Social Lending è ormai inarrestabile. Basta considerare che nel Regno Unito il Lending Peer to Peer, nei soli primi 3 mesi del 2016 ha generato un giro di affari di 715 milioni di sterline!
I motivi di tale successo in definitiva sono 2: la possibilità di investire a rendimenti più alti ma con rischi contenuti e, dall’altra, una possibilità per è una valida ed efficiente alternativa di accesso al credito per PMI e famiglie.
Riuscirà a sfondare anche in un mercato tradizionalmente conservativo come quello italiano?

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