Un prestito per incentivare il prepensionamento

È ormai da tempo allo studio del governo un finanziamento ad hoc per consentire ai lavoratori di andare in pensione prima del previsto. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, sta infatti lavorando da diversi mesi ad un meccanismo di flessibilità in uscita che permetta ai lavoratori di andare in pensione anzitempo, grazie ad un prestito che, secondo quanto trapelato a mezzo stampa, dovrebbe essere caratterizzato da tempi di restituzione più lunghi e rate mensili costanti.
Va sottolineato come l’APE (anticipo pensionistico) sia nato allo scopo di permettere ai nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione almeno 3 anni prima di quanto stabilito dalla legge Fornero.
Le condizioni discusse dal Governo Renzi prevedono che il richiedente non sia impiegato presso aziende che usufruiscano di ristrutturazioni aziendali, ammortizzatori sociali o contratti di solidarietà espansiva, poiché in questo caso gli oneri dovrebbero essere a carico delle aziende stesse. In presenza dei requisiti previsti, sarà lo stato a coprire per 20 anni gli interessi fissati dal piano di ammortamento, a partire dalla data del pensionamento preventivamente fissato a 66 anni e 7 mesi.
La definizione di questo “scivolo” è tuttavia ancora in itinere. Prima di giungere ad una fase esecutiva, il governo dovrà ancora sciogliere il nodo delle trattative con i sindacati e le modalità di calcolo della penalizzazione applicata alle uscite anticipate.

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