Prestito partecipativo: significato e vantaggi

prestito partecipativo

Il prestito partecipativo, secondo il suo significato, costituisce una forma di credito adatta a finanziare i progetti soprattutto delle piccole e medie imprese. Spesso queste ultime hanno bisogno di finanziamenti appositi per ampliare le proprie prospettive e per avere la possibilità di guadagnare di più. Le piccole e medie imprese costituiscono un ruolo importante nell’ambito dell’economia del nostro Paese e da molti esperti sono visti come punti di forza su cui bisognerebbe basarsi per avere più opportunità per uscire dalla crisi economica. Per questo il ricorso al prestito partecipativo potrebbe avere numerosi vantaggi da utilizzare con l’obiettivo di dare nuova vitalità alle condizioni economiche generali dello Stato. Ma vediamo più precisamente cos’è il prestito partecipativo e come funziona, secondo la sua definizione.

Cos’è il prestito partecipativo

Con il prestito partecipativo il credito ottenuto viene utilizzato per favorire l’investimento aziendale. Si tratta di finanziamenti a medio o a lungo termine, che presuppongono però un livello di rischio piuttosto elevato. Attraverso le somme ricevute in prestito, l’azienda può investire su progetti che riguardano il suo sviluppo, preservando la struttura finanziaria che le è propria.

Il prestito partecipativo riguarda soprattutto lo sviluppo aziendale e l’innovazione. Per questo viene definito anche capitale per lo sviluppo. Non rientrano in questa forma di finanziamento tutti quegli interventi che mirano al consolidamento di eventuali debiti pregressi.

Prestito partecipativo: come funziona

Ad introdurre nella normativa italiana il prestito partecipativo è stata la legge 317 del 5 ottobre 1991. Questa forma di credito stabilisce un rapporto tra tre soggetti: banca, azienda e soci. Può essere considerata una forma di prestito piuttosto vantaggiosa, per la particolarità del rimborso: la somma che deve essere rimborsata varia in misura anche dei risultati economici raggiunti dall’azienda. La durata del prestito può andare dai 5 ai 10 anni con rate trimestrali o semestrali.

Esistono due tipi di prestiti partecipativi: la finanziaria e l’equity. Il primo tipo si basa su un piano di rimborso a rate, il secondo tipo stabilisce la partecipazione dell’istituto bancario che concede il finanziamento nel capitale sociale, quindi la banca diventa un socio dell’azienda. La banca finanzia l’azienda fornendo liquidità e può partecipare ai rischi e ai guadagni dell’impresa stessa.

I vantaggi

Il vantaggio principale messo a disposizione dal prestito partecipativo è costituito proprio dalla partecipazione, che presuppone una condivisione di rischi e di guadagni. Inoltre in questa forma di credito il costo base, che generalmente è fisso, è contenuto. In questo modo anche le aziende più piccole o quelle nate da poco possono sostenere il peso del finanziamento.

Le piccole e medie imprese che si rivolgono al prestito partecipativo possono contare su una forma di liquidità fin da subito per mettere in moto processi di innovazione e di ammodernamento, che possono condurre a risultati fruttuosi anche nel giro di breve tempo.

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